COLOMBIA. FARC non riesce a consegnare le armi entro maggio

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I guerriglieri delle Farc non riusciranno a rispettare la scadenza del 29 maggio per consegnare le loro armi secondo i termini dell’accordo di pace firmato lo scorso anno con il governo colombiano.

Completare il processo di disarmo richiederà almeno altri due mesi, ha dichiarato Jesus Santrich a una conferenza stampa a Bogotà ripresa da Efe. «Questo argomento è allo studio di una commissione mista di guerriglieri e del governo (…) Non posso parlare di conclusioni finché non verrà presa una decisione».

I circa 7 mila combattenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia, le Farc, sono attualmente riuniti in 26 zone di “normalizzazione”, conosciute collettivamente come Zvtn, dove gli ispettori dell’Onu, che sta monitorando il processo, hanno redatto i registri delle armi consegnate dai ribelli. Per ora circa 1000 fucili delle Farc sono stati consegnati al personale delle Nazioni Unite.

Santrich ha dato la colpa del ritardo nel disarmare le milizie al fallimento del governo nel creare le “condizioni di base” in termini di sicurezza fisica o nel consentire ai ribelli demobilizzati di avviare il processo di reinserimento nella vita civile. In alcuni siti di Zvtn, ha detto, i contenitori per tenere armi riconsegnate devono ancora arrivare. Ha aggiunto tuttavia di essere sicuro che il disarmo delle Farc potrebbe essere completato entro altri due o tre mesi. Parlando del processo di pace nel suo complesso, Santrich ha affermato che la piena attuazione richiederebbe probabilmente più di una generazione, dato che il conflitto stesso è durato 52 anni.

La sospensione delle azioni militari da parte delle Farc era stata annunciata dal leader stesso, Rodrigo Londoño Echeverry, alias “Timochenko”, nel pomeriggio del 28 agosto 2016. Timochenko confermò il cessate il fuoco definitivo tra i ribelli e il governo di Bogota, e espresse la «chiara e definita vocazione per la riconciliazione» dei guerriglieri, dopo che in precedenza il trattato di pace era stato accettato da entrambe le parti.

Luigi Medici