Dopo le Farc, Bogotà tratta con l’Eln?

46

COLOMBIA – Bogotá 04/02/2014. Il governo colombiano ha ripreso i colloqui di pace con le Farc e intende intavolare negoziati anche con l’altra formazione paramilitare marxista, l’Eln.

In un nuovo round di negoziati (nella foto a destra) che ha avuto inizio il 3 febbraio a L’Avana con il governo colombiano, le FARC si sono dette disposte a firmare un cessate il fuoco e a porre termine alle violazioni del diritto umanitario internazionale. 

La dichiarazione delle Farc risponde a una richiesta del Vice Presidente colombiano Angelino Garzon, secondo cui l’organizzazione criminale rispetti i diritti «minimi umanitari», rilasci tutti gli ostaggi, interrompa i sequestri, la creazione di campi minati e il reclutamento forzato di minori. 

Nei giorni precedenti, il ministro degli Esteri dell’Ecuador aveva confermato che la Colombia aveva richiesto assistenza «in alcune delle attività» connesse a possibili colloqui di pace tra il governo e il secondo più grande gruppo ribelle della Colombia, l’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). Secondo il ministro degli Esteri dell’Ecuador Ricardo Patiño, ripreso dal canale Ntn24, il presidente colombiano Juan Manuel Santos «aveva pensato da tempo che l’Ecuador potesse assistere il governo della Colombia in alcune delle attività per il dialogo».

Il ministro degli Esteri, insieme con il presidente ecuadoriano Rafael Correa, aveva incontrato il presidente Santos a margine del vertice della Celac,  Comunità dell’America Latina e dei Caraibi Uniti, il 29 gennaio proprio per discutere la questione, aveva detto Patiño. Il ministro aveva poi confermato che il suo paese era disposto a sostenere la Colombia nel caso in cui i colloqui di pace venissero tenuti con i guerriglieri di sinistra oltre che ad ospitare tali colloqui. Nei giorni precedenti, molti media colombiani avevano ipotizzato che Quito potesse ospitare i colloqui di pace con l’Eln come L’Avana lo è per le Farc. Patiño, però, aveva frenato gli entusiasmi dicendo che era troppo presto per dire se l’Ecuador possa ospitare simili colloqui o se il suo paese potesse svolgere solo un ruolo di sostegno.

Già alla fine del 2013, poi, il presidente dell’Uruguay, José Mujica, si era offerto di ospitare i colloqui di pace tra il governo e il gruppo ribelle di sinistra; Mujica ha ribadito l’offerta a fine gennaio 2014.

A settembre 2013, il leader Eln, in un video pubblicato su internet, aveva espresso il suo desiderio di deporre le armi e sedersi col governo al tavolo dei negoziati, e come gesto di buona volontà del gruppo aveva liberato quattro ostaggi.