COLOMBIA. Duque: Non serve dialogare con un dittatore. Però lo incontrerà in Messico

72

Almeno 15 capi di stato parteciperanno all’inaugurazione presidenziale di dicembre di Andres Manuel Lopez Obrador in Messico, compreso il presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Tra i presidenti confermati che parteciperanno ci sono sia uomini di sinistra come Evo Morales della Bolivia,  e Maduro stesso, ma anche conservatori come Ivan Duque della Colombia e Mario Abdo Benitez del Paraguay.

Stando a Reuters, Marcelo Ebrard, che dovrebbe essere nominato ministro degli Esteri di Lopez Obrador, ha rivelato la lista aggiornata dei partecipanti alla cerimonia di giuramento del 1 dicembre in una serie di post su Twitter. Il vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence ha già confermato la sua presenza, così come Jeremy Corbyn, leader laburista dell’opposizione britannica, la cui moglie è messicana.

Destinato a diventare il primo leader di sinistra del Messico in decenni, Lopez Obrador ha vinto con un risultato schiacciante nelle elezioni presidenziali di luglio. In una intervista rilasciata a Euronews il 27 ottobre, il nuovo presidente colombiano Duque, fa il punto sulla crisi migratoria che vive il Colombia e la sua posizione sul Venezuela di Maduro. 

Duque, riferendosi agli aiuti promessi dall’Ue per la crisi umanitaria afferma di essere grato a Bruxelles per i 35 milioni di euro stanziati e aggiunge: «L’altra cosa da fare è affrontare la causa di questa crisi. Credo che il mondo debba essere più severo sulle sanzioni che vengono applicate individualmente al dittatore e alle persone che formano la sua cerchia ristretta». Duque, che è al potere da un mese, afferma che: «Non credo che il dialogo con un dittatore che commette ogni giorno crimini sistematici abbia prodotto finora alcun risultato. La comunità internazionale dovrebbe cercare che il dittatore lasci il potere e che si realizzi una transizione, in modo che i venezuelani possano recuperare le loro libertà».

Il Colombia ha una lunga storia di confronto duro con il Venezuela ed era uscita la notizia, all’indomani della sua vittoria che Duque fosse favorevole ad una invasione del Venezuela per far cadere Maduro; il presidente venezuelano, però smentisce categoricamente: «Ho sempre detto il contrario. Ho sempre detto che la soluzione non è militare. Perché è questo che il dittatore ha sempre voluto. Il dittatore vuole creare il demone di un intervento militare per usarlo come scusa per perpetuare se stesso al potere».

Antonio Albanese