COLOMBIA. Duque difende il trattato con le FARC, ma i Narcos ne uccidono i leader

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L’attuazione dell’accordo di pace con le Farc, oramai smobilitate, richiederà più tempo di quanto originariamente previsto.

Emilio Archila, responsabile governativo dell’attuazione dell’accordo, ha insistito sul fatto che il presidente Ivan Duque è pienamente impegnato nell’applicazione dell’accordo di pace firmato dal suo predecessore, Juan Manuel Santos nel 2016.

Tra i problemi legati alla violenza politica che continuano ad affliggere il paese sudamericano, Archila ha sottolineato gli sforzi delle autorità per rafforzare la protezione degli ex combattenti della guerriglia e dei leader, diverse centinaia dei quali sono stati uccisi nell’ultimo anno, e ha negato che il governo sia stato lento ad agire.

L’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani aveva dichiarato il 10 maggio a Ginevra che c’è stato un forte aumento del numero di leader Farc uccisi in Colombia, con 51 casi segnalati solo nei primi quattro mesi del 2019. Nel 2018, 648 persone sono state uccise in atti di violenza politica in Colombia, secondo un rapporto pubblicato dal Centro per la ricerca e l’educazione popolare, Cinep. 

Archila ha detto che l’operato criminale dei “gruppi armati” che operano in aree in cui le forze armate rivoluzionarie della Colombia una volta era attivo è legato ai programmi volontari di sostituzione delle colture di coca. Archila ha anche ricordato che Duque ha annunciato la creazione di un gruppo speciale di giudici per indagare e perseguire i responsabili di minacce e crimini contro i leader Farc. I dati ufficiali dimostrano che non c’è stato un aumento degli attacchi, ma che questo non significa che non è una questione urgente.

Archila ha anche detto che il tentativo del governo di modificare sei articoli della legge che fornisce il quadro giuridico per la Giurisdizione Speciale per la Pace, non è in alcun modo un tentativo di cambiare l’accordo attraverso la porta di servizio, perché non toccano «nessuna delle garanzie fondamentali per gli ex combattenti» Farc.

Maddalena Ingrao