Illustrato il codice civile dell’Iran

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ITALIA – Roma 27&06/2015. È stato presentato il 26 giugno, presso la Sala Biblioteca del Link Campus University, un libro molto interessante, frutto di un lungo lavoro di ricerca e traduzione effettuata da Raffaele Mauriello – islamista e iranista, Dottore di Ricerca in Civiltà Islamica, storia e filologia Presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma – dal titolo Codice Civile della Repubblica Islamica dell’Iran.

L’iniziativa di questo impegnativo lavoro di traduzione giuridica è dell’Istituto Culturale iraniano, edito da Eurilink, casa editrice dell’Università degli Studi “Link Campus” di Roma. La revisione è invece stata affidata al Professor Massimo Papa, ordinario di Diritto comparato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
All’iniziativa hanno partecipato oltre agli esecutori dell’opera professori e operatori culturali un alto rappresentante dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, il Dottor Behmamesh e il Direttore dell’Istituto culturale iraniano Ghorban Ali Pourmarjan che hanno sottolineato l’esigenza spesso palesata dagli operatori del diritto italiani, accademici e imprenditori, ma anche da studiosi e studenti che si trovavano spesso a confrontarsi con l’ordinamento iraniano, visto l’intensificarsi dei rapporti giuridici e commerciali del quale il Codice rappresenta un cardine fondamentale.
Questa raccolta di leggi rappresenta un corpo organico di disposizioni di diritto civile e di norme di diritto processuale, la cui prima stesura risale al 1928, rielaborato poi in varie riprese sino al 1935 ed emendato in diversi momenti in base alle necessità di adeguamento del diritto. La sua importanza, anche da un punto di vista didattico scientifico, si rileva dal fatto che questo è uno dei pochi Codici civili dei Paesi islamici ad essere strettamente connesso alle fonti del diritto islamico e l’unico a osservare i principi del diritto civile imamita. I membri delle Commissioni sono riusciti ad inserire all’interno la moderna logica della codificazione di matrice europea, combinata con vari aspetti dei codici di altri paesi del continente. Dal punto di vista sostanziale si riscontrano molte convergenze tra le soluzioni del diritto romano, soprattutto giustinianeo, le disposizioni di codici europei e le soluzioni del diritto islamico, in particolare in materia di obbligazioni e contratti.
Il Codice Civile della Repubblica Islamica dell’Iran consta di 1335 articoli ed è diviso in tre Libri. Il primo “Dei beni”, il secondo “Delle persone” e il terzo “Delle prove nelle azioni”, preceduti da un Preambolo che tratta della promulgazione, degli effetti e dell’attuazione delle leggi in generale. È inoltre corredato da un glossario persiano- italiano assolutamente necessario per la difficoltà di traduzione che può comportare la traduzione di termini tecnici così specifici.
Nel suo intervento il dottor Ghorban Ali Pourmarjan Direttore dell’Istituto culturale della Repubblica Islamica dell’Iran ha voluto sottolineare che per conoscere un popolo è necessario avere nozione anche del suo ordinamento giuridico, le leggi perché al pari delle opere letterarie rappresenta la strutture e i valori di un paese; nel caso specifico le fonti provengono dall’esperienza di giuristi francesi, svizzeri, belgi, tedeschi ed egiziani e dal compendio tra diritto islamico e diritto civile. Inoltre il Dottor Pourmarjan ha voluto dare giusto risalto alle decine di libri scritti da giuristi sulla interpretazione di tale codice che appunto hanno una precisa conoscenza nel campo del diritto e dello sciismo e che hanno dato un ampio contributo al pensiero sciita nella forma del diritto europeo capaci così di dare vita a un’opera tanto importante presentata a giuristi studiosi studenti e curiosi. Non ultima ha poi voluto evidenziare la vicinanza e le affinità tra il diritto in Iran e quello europeo in particolare sulla procedura penale e nei casi di prova, che hanno rafforzato il sistema giuridico nel paese iraniano completando il diritto nel pensiero sciita. Seguendo la presentazione del Direttore il diritto islamico è in parte ispirato dal Corano, il resto è basato sugli insegnamenti dell’autorità religiosa e dalla loro interpretazione. Grazie alla collaborazione con il diritto europeo si è potuto giungere alla stesura e applicazione di un diritto equilibrato ed efficace praticato oggi in Iran.
Sembra davvero che la strada della fine effettiva di un embargo sia ormai senza ritorno. L’Iran, che non ha mai smesso di guardare all’Italia con interesse, è sempre più proiettato agli scambi commerciali e culturali con il nostro paese e l’Italia, che in realtà non ha mai definitivamente chiuso le porte a questo paese ricco di cultura e voglia di rinnovarsi, è in prima fila nel sostenere questo nuovo inizio.

alessandra.mulas@gmail.com