La Scandinavia come la Sicilia tra 40 anni

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STATI UNITI D’AMERICA – Berkeley 08/03/2014. L’Europa vivrà estati torride con temperature oltre i 40 gradi Celsius e siccità nel sud nei prossimi 40 anni.

L’Europa dovrebbe esser interessata da alcuni dei più drammatici cambiamenti climatici creati dal riscaldamento globale, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters. Accanto a estati più calde, nel nord Europa dovrebbero registrarsi inverni molto miti: tra i 5 agli 8 ° C in più caldo in Scandinavia e in Russia. «La maggior parte dell’Europa sperimenterà il maggiore riscaldamento del globo rispetto alla media globale» di 2° C, si legge nella ricerca. Le Nazioni Unite si sono poste l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale a soli 2° C sopra la temperatura della superficie pre-rivoluzione industriale, affermando che temperature più alte provocherebbero l’innalzamento del livello del mare, maggiore siccità, inondazioni e una crescente diffusione delle malattie. Se venissero prese solo “azioni moderate” per ridurre le emissioni di gas serra della Terra, il riscaldamento a 2° C sarebbe raggiunto entro la metà del secolo, anche prima se le tendenze attuali continuassero: «Il raggiungimento dell’obiettivo di 2° C sarà accompagnato da un cambiamento significativo di clima rispetto ad oggi e richiederà un adattamento», si legge nello studio. In estate, le temperature massime giornaliere potrebbero essere di 3-4 gradi in più nell’Europa sud-orientale e nella penisola iberica» e salire ben sopra i 40 gradi in regioni che già hanno alcune delle più alte temperature in Europa, come la Spagna, il Portogallo e la Francia» vi si legge «Temperature più elevate aumentano l’evaporazione e la siccità». In inverno, le temperature massime giornaliere potrebbero essere di 2-3 gradi superiori nell’Europa centrale e meridionale e di 5-8 gradi in Scandinavia e in Russia: «Il riscaldamento invernale più alto nel Nord Europa avrà un mix di effetti positivi e negativi, tra cui la riduzione del riscaldamento invernale». Le piogge potrebbero diminuire  fino al 10 per cento nell’Europa meridionale, in media e aumentare con lo stesso margine nel nord: «La maggior parte del continente sperimenterà un aumento dei casi di precipitazioni estreme, aumentando i rischi di alluvioni che stanno già avendo conseguenze economiche rilevanti», come in Inghilterra. La temperatura media globale è già aumentata di 0,8° C sui livelli pre- industriali. Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Ipcc), si potrebbe registrare un incremento di 2,6 – 4,8 gradi entro la fine di questo secolo, in uno scenario di alte emissioni.