Nuovi passi per una sola Cipro

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CIPRO – Nicosia 29/05/2015. I leader greco e turco ciprioti hanno concordato il 28 maggio di aprire più punti di passaggio e di collegare le reti di telefonia cellulare e di energia elettrica dell’Isola per contribuire a ristabilire la fiducia tra le loro comunità.

L’integrazione della rete elettrica e di telefonia mobile sono considerati come questioni sensibili la cui soluzione porta i ciprioti a un rinnovato clima di riconciliazione. I due leader hanno anche concordato di aprire altri due valichi per promuovere gli spostamenti di persone, a Lefka nella parte occidentale dell’isola e a Dherynia in quella orientale. I primi punti di passaggio furono aperti nel 2003 e da allora sono stati aumentati, ma l’ultimo degli oramai sette passaggi è stato aperto quasi cinque anni fa. L’inviato speciale dell’Onu Espen Barth Eide ha ospitato la seconda riunione del 28 maggio tra il presidente Nicos Anastasiades, leader greco-cipriota, e il suo omologo turco-cipriota, il neo-eletto Mustafa Akinci. I nuovi colloqui di pace mediati dall’Onu, iniziati il 15 maggio, sono considerati come la migliore possibilità per riunificare Cipro dopo quarantanni di divisione.
I leader, che si incontreranno nuovamente il prossimo 17 giugno, hanno fatto appello agli abitanti a farsi avanti con tutte le informazioni su centinaia di ciprioti dichiarati dispersi dal 1964 negli scontri inter-comunali e nell’invasione turca del 1974. Akinci, fautore di lunga data della riunificazione, è stato eletto presidente della separatista Repubblica turca di Cipro del Nord il 26 aprile, sconfiggendo il nazionalista Dervis Eroglu. Anche il conservatore greco-cipriota ha le sue “credenziali di pace”, dopo aver sostenuto nel 2004 il progetto delle Nazioni Unite che il 75 per cento dei greco-ciprioti ha respinto con un referendum. Scarsi progressi sono stati compiuti nel corso degli ultimi 11 anni, con spinose questioni di aggiustamenti territoriali, sicurezza, diritti di proprietà e condivisione del potere come ostacolo principale. Qualsiasi accordo mediato dall’ONU dovrà di nuovo essere rimesso al popolo cipriota in referendum separati.