CIPRO. Erdogan rialza: manda una terza nave trivella

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Due navi turche da trivellazione stanno continuando ad operare nel Mediterraneo orientale e un’altra nave si unirà a loro questo mese. Lo ha reso noto il ministro dell’Energia Fatih Donmez, confermando che è in corso una disputa sulle risorse naturali che sta alimentando le tensioni fra la Turchia e Cipro. 

Cipro e Turchia, il primo membro dell’Ue, discutono da anni sulla proprietà dei combustibili fossili nel Mediterraneo orientale, dove Ankara dice che i turco-ciprioti hanno diritto ad una parte delle risorse. La Turchia rifiuta gli accordi che il governo cipriota, riconosciuto a livello internazionale, ha raggiunto con altri stati del Mediterraneo sulle zone economiche marittime.

La Turchia ha inviato due navi da trivellazione, Fatih e Yavuz, così come una nave da esplorazione, ad operare nelle acque al largo dell’isola di Cipro, suscitando le accuse della Grecia di star minando la sicurezza nella regione. A bordo della nave trivella Yavuz, al largo della costa nord-orientale di Cipro, Donmez ha detto in conferenza stampa che una seconda nave da esplorazione avrebbe iniziato a lavorare nella zona entro la fine di agosto. Una fregata turca e una motovedetta hanno accompagnato lo Yavuz.

«Fatih sta continuando a perforare nel pozzo di trivellazione Finike-1 nelle zone autorizzate per la Turchia. Yavuz sta continuando le sue operazioni nel pozzo di trivellazione Karpaz-1», ha detto il ministro. «La nave di esplorazione sismica Oruc Reis si unirà a questo lavoro a partire dalla fine di agosto», ha poi aggiunto.

Le operazioni della Turchia nella regione hanno suscitato la reazione dei suoi alleati occidentali, tra cui l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Il mese scorso i ministri degli esteri dell’Ue hanno sospeso i negoziati su un accordo globale sui trasporti aerei e hanno deciso di non tenere, per il momento, un ulteriore dialogo ad alto livello Ue-Turchia.

Il 9 agosto, il Presidente cipriota Nicos Anastasiades e il leader turco-cipriota Mustafa Akinci discuteranno di una via d’uscita da un’impasse nei negoziati di pace, che sono rimasti bloccati per due anni. Akinci ha detto che la parte greco-cipriota stava facendo tentativi unilaterali di esplorare per il gas naturale nel Mediterraneo orientale, nonostante le ripetute proposte turco-cipriote per risolvere il problema.

«Questo non lascia alla parte turca cipriota e alla Turchia altra scelta se non quella che stiamo facendo in questo momento», ha detto Akinci a Reuters TV in un’intervista.

Parlando agli ambasciatori turchi ad Ankara martedì scorso, il presidente Tayyip Erdogan ha detto che la Turchia continuerà a proteggere i diritti dei turco-ciprioti. «Non possiamo rimanere indifferenti di fronte ai tentativi di furto e sabotaggio che si stanno compiendo sotto il nome di perforazione», ha detto Erdogan.

Graziella Giangiulio