CINA. Xi vuole riprendere Taiwan a tutti costi e Taipei corre ad arruolarsi

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Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato Pechino e Taipei ad avviare colloqui sull’unificazione e l’adozione del concetto “un paese, due sistemi” come fatto per Hong Kong, modalità indicata per risolvere le loro divisioni. In un discorso tenuto il 2 gennaio per celebrare il 40° anniversario della richiesta di Pechino a porre fine al confronto militare attraverso lo Stretto di Taiwan, Xi ha detto che l’unificazione è la chiave per «il ringiovanimento nazionale».

«La divisione politica attraverso lo Stretto (…) non può essere trasmessa di generazione in generazione», ha detto Xi ripreso da Scmp, manifestando la determinazione di Pechino nel voler porre fine alla separazione tra l’isola e la Cina continentale; «Il problema di Taiwan esisteva perché la nazione cinese era debole e nel caos, ma finirà con il ringiovanimento nazionale»

Xi ha detto che l’indipendenza taiwanese non dovrebbe essere tollerata e i rappresentanti di entrambe le parti dovrebbero «avviare consultazioni democratiche approfondite per una relazione tra le due sponde dello Stretto e per il futuro della nazione cinese, e raggiungere accordi transitori per lo sviluppo pacifico dei legami tra le due sponde dello Stretto». Ha detto poi che la Cina non intende abbandonare l’opzione militare per l’unificazione, ma ha sottolineato che i militari prenderanno di mira solo gli elementi esterni e coloro che cercano l’indipendenza per Taiwan: «Il popolo cinese non combatterà il popolo cinese», ha detto XI.

Il presidente taiwanese Tsai Ing-wen, tuttavia, ha respinto quasi subito la proposta di Xi secondo cui il modello di un paese con due sistemi sia il modo per risolvere i conflitti tra le due sponde dello Stretto: «Devo ribadire qui che Taiwan non accetterà mai l’idea “un paese, due sistemi”, e questa è anche l’opinione della maggioranza di Taiwan.

Pechino comunque, dalle colonne del giornale militare Pla Daily il primo gennaio, ha fatto uscire le linee guida delle forze armate, sintetizzabili in uno slogan: Prepariamoci a fare la guerra”. Rafforzare l’addestramento e la preparazione alla guerra sono tra le massime priorità, infatti, per l’esercito cinese nel 2019: «Addestramento dei soldati e preparazione alla guerra sono i compiti fondamentali del nostro esercito, e in nessun momento dovremmo permettere che ci sia un rallentamento in queste aree».

Indirettamente risponde anche Taipei. I giovani taiwanesi, riporta Asia Times, stanno diventando sempre più patriottici e disposti a difendere l’isola e il loro stile di vita. Secondo una recente indagine del ministero della Difesa tra i partecipanti ai campi militari e gli studenti universitari, oltre il 90% degli intervistati ha manifestato interesse ad arruolarsi nell’esercito. Circa un terzo dei 170.000 neo maggiorenni maschi taiwanesi ogni anno sono arruolati e altri si arruolano nella Marina e nell’Aeronautica Militare in base ai programmi di modernizzazione per raggruppare le forze armate per respingere gli attacchi. Ad oggi, infine, l’esercito taiwanese ha 275.000 uomini in servizio attivo, nonché personale di riserva con un organico compreso tra i 2,8 e i 3,8 milioni.

Antonio Albanese