CINA. Xi lancia la propaganda per la guerra commerciale con gli USA

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Il presidente cinese Xi Jinping ha lanciato un appello ai quadri del Partito comunista responsabili della propaganda e dell’ideologia affinché si stringano attorno al “nucleo del partito”, proprio durante la guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Durante il suo intervento, fatto in apertura di una riunione del Politburo del partito a Pechino, Xi ha indicato l’orientamento ideologico del paese per i prossimi anni. Rivolgendosi ai responsabili della propaganda e ai dirigenti dei media statali, Xi ha detto che la missione per la propaganda del partito e il lavoro ideologico sotto la “nuova era” era quella di «unificare le menti e raccogliere le forze (…) Dobbiamo aderire alla corretta direzione politica, rafforzare il lavoro di propaganda e ideologia per unificare strettamente gli ideali e la fede, i valori e le idee e la morale e l’etica di tutto il nostro popolo per dare un maggiore contributo alla causa del partito e del paese», ha detto il presidente cinese ripreso da Scmp. 

La Cina sta vivendo un periodo di malcontento crescente, causato non solo dalla guerra commerciale, ma anche da un’economia in rallentamento, oltre che dallo scandalo sui vaccini e dal controverso emendamento costituzionale che ha abolito i limiti del mandato presidenziale. Xi ha detto alla conferenza che il lavoro del partito sulla propaganda e l’ideologia negli ultimi cinque anni era stato corretto, e che i propagandisti del partito e gli ideologi erano affidabili. Ha anche promesso di rafforzare il controllo del partito su propaganda e ideologia, e ha ribadito la necessità di promuovere il marxismo, garantire «una corretta guida dell’opinione pubblica», e migliorare l’immagine della Cina e la sua influenza culturale all’estero.

Per fare questo potrebbe essere alle porte un possibile “rimpasto” nel settore propaganda e ideologia per poter effettuare degli aggiustamenti da parte del partito alla sua propaganda esterna.

Alla stessa conferenza di lavoro cinque anni fa, Xi ha pronunciato un discorso duro che ha dato il via a un’ondata di controlli più severi sui media, Internet, il mondo accademico e la burocrazia.

Antonio Albanese