CINA. Xi a Roma, per firmare accordi sulla Nuova Via della Seta

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Il presidente cinese Xi Jinping dovrebbe andare in Europa e negli Stati Uniti durante il suo primo viaggio all’estero del 2019 per cercare di allentare le tensioni sulla sicurezza del commercio e della tecnologia. Dopo la riunione annuale del Congresso Nazionale del Popolo a Pechino, Xi dovrebbe visitare l’Italia, a fine marzo, e poi la Francia, con un’altra sosta prevista a Mar-a-Lago, resort del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Florida. La tappa americana è cruciale per la Cina, che cerca di fermare le conseguenze della guerra tariffaria con Washington che sta infliggendo ulteriori danni alla sua già rallentata crescita economica.

I due paesi hanno deciso di rinviare gli aumenti tariffari, ma permane l’incertezza sulla possibilità di raggiungere un accordo commerciale. Accettando di incontrarsi a Mar-a-Lago, Pechino sta facendo una concessione a Washington, ha detto la fonte e Xi probabilmente ha ottenuto un accordo generoso in cambio da Trump, riporta Scmp. 

Il viaggio di Xi in Europa arriva mentre nel Vecchio Continente i sospetti crescono verso la Cina: Huawei è stato oggetto di un intenso screening in diversi paesi europei per la sua potenziale minaccia alla sicurezza. Gli imprenditori europei stanno anche cercando di aiutare le industrie europee a competere con le loro controparti cinesi, una questione che sarà all’ordine del giorno della Commissione europea quando si riunirà il 21 marzo.

Il viaggio di Xi in Italia e Francia dimostra che Pechino sta cercando di rafforzare i suoi legami con i partner europei per contrastare l’influenza di Washington, mantenendo la sua tradizionale strategia di “unirsi all’Europa per combattere insieme gli Stati Uniti”.

Nell’ottica di Pechino, l’Europa non sarebbe in grado di perseguire una strategia comune contro la Cina a causa delle divisioni interne del blocco: Xi visiterà Roma dal 22 al 23 marzo prima di andare a Parigi. A Roma, le due parti intendono firmare un memorandum d’intesa per la partecipazione dell’Italia alla Belt and Road Initiative.

Antonio Albanese