CINA. Uber lascia Macao

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Uber lascerà Macau dal 22 luglio dopo anni di lotte con le autorità locali.

Come riporta Scmp, Uber ha dichiarato che le operazioni a Hong Kong non sarebbero state colpite ma che a Macao: «A partire dalle ore 11.59 del 21 luglio Uber sospenderà temporaneamente le operazioni di condivisione delle corse a Macao», ha dichiarato l’azienda in un comunicato apparso sul suo sito web.

«Abbiamo combattuto ogni giorno per legittimare le nostre operazioni a Macao (…) Purtroppo, abbiamo ancora spazio per migliorare su questo fronte (…) Non era una decisione facile, ma è stata fatta avendo in mente l’interesse di Macao. Speriamo che la decisione porti cambiamenti positivi». In un’email inviata agli utenti di Uber a Macao, la società ha dichiarato che i suoi sforzi negli ultimi 600 giorni di rientrare nel quadro normativo dell’ex colonia portoghese non erano riusciti allo scopo.

Le reazioni dell’utenza apparse sui social media sono state per la gran parte di sorpresa  e frustrazioni per la perdita di occasioni di lavoro. 

Ad Hong Kong, ex colonia britannica, Uber è presente da tre anni, e sta cercando di essere regolarizzata; finora ha servito circa un milione di utenti in città, utilizzando più di 30.000 piloti, l’80 per cento dei quali lavorano a tempo parziale.

Nonostante le ripetute richieste di Uber per essere correttamente regolamentato in modo che possa funzionare legalmente, il governo locale ha rifiutato e insiste sul rispetto delle leggi vigenti, che limitano il numero di permessi di noleggio a 1.500 e non soddisfano il proprio modello di business.

Ventidue conducenti Uber sono stati arrestati nel maggio 2017 per aver condotto mezzi senza regolare permesso di noleggio e un’assicurazione di terze parti.

Secondo Reuters, Macao non è un grande mercato per l’azienda statunitense. Non è il primo fallimento che Uber ha sperimentato in Asia, riporta il blog Techcrunch. In precedenza, ha venduto la sua attività in Cina alla concorrente Didi. In Giappone e in Corea, due società di messaggistica, Line e Kakao, sono suoi concorrenti così come Grab, nel Sud-Est asiatico e Ola in India.

Macao non è un territorio enorme, ma è una destinazione turistica importante grazie ai suoi casinò e agli hotel di lusso. Ci sono quindi le caratteristiche per un fiorente mercato dei trasporti. Macao, infatti, è l’unica parte della Cina in cui il gioco è legale, l’industria del casinò di Macao è estremamente redditizia: ha registrato un incremento di 2,65 miliardi di dollari durante l’ultimo anno di attività.

A Taiwan, infine, Uber ha fatto ritorno ad aprile, dopo una sospensione di due mesi, a seguito di colloqui con le autorità.

Graziella Giangiulio