Gas turkmeno per Pechino

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CINA – Pechino 23/12/2014. La domanda di gas naturale della Cina è cresciuta del 7,1 per cento su base annua nei primi 10 mesi del 2014 e il paese deve affrontare attualmente un deficit di approvvigionamento del 45 per cento rispetto alla domanda.

A complicare le cose, il settore del gas scisto in Cina è in affanno nel raggiungere gli obiettivi di produzione desiderati. I dati Sinopec mostrano che la Cina ha prodotto 6,8 miliardi di metri cubi (Bcf) di gas scisto nel 2013 e con circa 400 pozzi perforati ora, potrebbe produrre tra il 35 e il 53 Bcf di gas scisto nel 2014. Ma questo quantitativo sarà solo sufficiente ad alimentare due o tre impianti a gas da 500 Mw, una goccia nel mare nell’enorme bisogno energetico della Cina. Quindi, se lo scisto e le altre produzioni nazionali non riescono a colmare il gap di gas della Cina, con molta probabilità potrebbe farlo il gasdotto dell’Asia centrale, in particolare proveniente dal Turkmenistan, la produzione di Gnl marittimo, e il gasdotto supplementare dal Myanmar, e, infine, la fornitura dalla Russia. La posizione della Russia nel mercato del gas cinese è significativamente più debole rispetto agli Stati dell’Asia centrale, e gran parte di questa debolezza è auto-inflitta. La recente decisione russa di chiudere il South Stream, la sua politica in Ucraina e il comportamento ritenuto ostile da molti paesi europei, la stagnazione della domanda energetica europea, e un imminente export Usa di Gnl stanno mettendo ulteriormente la Russia in una posizione di debolezza per la negoziazione con la Cina sui termini di importazione di gas. Un decennio fa, Gazprom aveva usato la prospettiva della costruzione di oleodotti in Cina per costringere i suoi clienti europei ad accettare le proprie condizioni, ma di fatto non ha mai effettivamente ricercato un accordo sul gas con la China National Petroleum Corporation (Cnpc). Ora Gazprom ha bisogno di sempre più clienti cinesi ma se Mosca ha perso tempo negli ultimi 10 anni, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakhstan hanno aggredito il mercato cinese vista la fame di energia del paese. Il mercato del gas cinese ha avuto un primo deficit energetico nel 2007 e questo deficit si è rapidamente ampliato ogni anno a partire dal 2009, proprio mentre hanno cominciato ad aumentare le forniture di gas dall’Asia centrale verso la Cina: Turkmenistan in testa. L’impegno della Cina verso i produttori di gas dell’Asia centrale è un doppio colpo per Gazprom: in primo luogo, il gas turkmeno, uzbeko e kazako alimentano un mercato che era maturo per Gazprom, se si fosse mosso con decisione; in secondo luogo, ora che l’Asia centrale ha diverse opzioni di esportazione del gas, Gazprom ha perso una fonte di gas privilegiata che poteva acquistare a buon mercato e poi rivendere attraverso l’Ucraina in altre parti d’Europa.