CINA. Tra crescita e riforma

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di Graziella Giangiulio CINA – Pechino 15/12/2016. Per raggiungere gli obiettivi di crescita economica 2016, Pechino deve camminare sul filo teso tra stabilizzazione e riforme.

Secondo quanto riporta Xinhua, nonostante un inizio problematico, la persistente debolezza dello yuan, una serie di dati economici problematici, i segni di deflussi di capitale ed eventi contrari da casa e all’estero, l’economia cinese starebbe finendo il 2016 su solide basi. Secondo i recenti dati economici, la Cina registrerà una crescita annua del 6,7 per cento, pienamente dentro il target del governo:  6,5 – 7 set per cento previsto a inizio anno. Per il prossimo anno, dicono gli analisti politici, Pechino si troverà ad affrontare scelte difficili nel trovare il proprio punto medio tra crescita e riforma, alla luce della forte pressione al ribasso, ai rischi emergenti e all’aumento dell’incertezza del mercato globale.
L’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha rilasciato, la scorsa settimana, una dichiarazione politico-economica con un principio di base per la nuova economia: «Cercare il progresso pur mantenendo la stabilità». Altre priorità per il 2017 sono riforme strutturali, aumento dei consumi e miglioramento dell’ambiente di investimento, dice la nota.

La crescita del 2016 è stata rafforzata, prosegue Xinhua, da una maggiore spesa nelle infrastrutture, dal boom immobiliare e dall’incremento delle vendite automobilistiche, ma nel 2017, le previsioni danno un mercato immobiliare in rallentamento; resta quindi complesso differire un obiettivo di crescita superiore al 6-7 per cento, lasciando più spazio alle riforme e meno allo stimolo finanziario. Per puntellare la crescita, la Cina ha imposto una politica monetaria prudente all’inizio del 2016, creando sì le condizioni per alimentare una ripresa economica, ma rischiando la creazione di bolle speculative.
La banca d’investimento cinese Cicc ha previsto l’obiettivo di crescita del governo tra il 6,5 e il 7 per cento per il 2017, dato il miglioramento dell’economia del 2016; anche nel 2017, la politica monetaria per Cicc dovrebbe restare prudente, con migliori controlli sulle bolle speculative e sui rischi finanziari. Sul fronte fiscale, la Cina dovrebbe mantenere la sua politica fiscale attiva, con un maggiore obiettivo di disavanzo di bilancio probabilmente impostato per sostenere la crescita.