CINA. Tokyo fa il doppio gioco

64

La Cina ha presentato una formale protesta contro la visita di un ministro giapponese a Taiwan, la prima visita dal 1972, accusando il Giappone di provocare guai e di fare il “doppio gioco” sulla questione di Taiwan.

Facendo riferimento alla visita del vice ministro degli Esteri giapponese Jiro Akama a Taiwan per partecipare a un evento di promozione turistica durante il fine settimana, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying detto che la visita viola l’impegno del Giappone di avere scambi con Taiwan non ufficiali.

Hua ha detto la Cina si oppone fermamente alla visita e ha depositato una posizione ufficiale al Giappone sulla questione.

La Cina considera l’isola di Formosa una provincia separatista parte del suo territorio e considera una lesione della sua sovranità ogni rapporta che possano avere governi stranieri con il governo dell’isola. Pechino ha accusato il Giappone di fare il doppio gioco, di dire una cosa e farne un’altra.

«Dall’inizio di questo anno, il Giappone continua a parlare di mantenere fede ai suoi impegni, ma se guardiamo alle sue azioni, cerca di provocare guai. Questa perturbazione, grave, ha danneggiato le relazioni bilaterali. La questione di Taiwan riguarda direttamente gli interessi fondamentali della Cina. Speriamo che il Giappone realizzi la gravità della questione e fermi il doppio gioco» ha detto il portavoce.

Non sono mancate frecciate per la presentazione della questione delle isole nel Mar Cinese meridionale nei libri di testo nipponici usati nelle scuole del paese.

I libri di testo definiscono le isole Diaoyu/Senkaku come territorio giapponese: «Le isole Diaoyu e le isole vicine sono territorio della Cina. Siamo risoluti a mantenere e salvaguardare la nostra sovranità», ha detto, aggiungendo che la richiesta giapponese non cambierà i fatti «Il Giappone deve rispettare la storia e la realtà ed educare i giovani con la storia giusta e smettere di mischiare i problemi».

Anche se le isole e le acque, che si ritiene contengano ricchi giacimenti di petrolio e minerali, sono sotto il controllo amministrativo del Giappone, la Cina, che ha intensificato le sue affermazioni dal 2012, ha aumentato i pattugliamenti navali attorno alle isole e le sue navi, spesso si “scontrano” con quelle della guardia costiera giapponese.

Luigi Medici