CINA. Social media sotto inchiesta

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Le tre più popolari piattaforme di social media in Cina sono sotto inchiesta per la presunta violazione della nuova legge sulla sicurezza in materia di cybersecurity. 

Stando a quanto riportato un comunicato dell’Autorità cinese del Cyberspazio, ripreso da Scmp,  gli uffici della provincia di Pechino e della provincia di Guangdong hanno iniziato le indagini sulle applicazioni di messaggistica di Tencent Holdings, WeChat, Weina di Sina e Tieba di Baidu dopo una serie di segnalazioni degli utenti.

Sarebbero state trovate le prove che alcuni utenti stavano utilizzando le piattaforme per diffondere informazioni violente e oscene che «minacciano la sicurezza nazionale, la sicurezza pubblica e l’ordine sociale», si legge nel documento. Tutte e tre le società sono sospettati di aver violato la legge sulla sicurezza della Rete e di non aver gestito correttamente le informazioni inviate dagli utenti.

La legge cinese sulla sicurezza della rete è stata approvata dal Congresso Nazionale del Popolo nel mese di novembre 2016 e ha avuto effetto il  1° giugno 2017.

Rispondendo alle accuse, Sina ha affermato di affrontare ogni problema con il suo servizio Weibo in linea con le esigenze del governo.

«Weibo porge le sue scuse per le negatività riscontrate dagli utenti Internet causate da informazioni dannose (…) Ci faremo carico del problema e collaboreremo con l’indagine condotta dall’ufficio di Pechino dell’Amministrazione cyberspazio della Cina», riporta un comunicato di Weibo, ripreso da Xinhua.

Baidu ha detto che «intensificherà ulteriormente la censura» nel tentativo di bloccare le informazioni dannose on line; Tencent ha detto che collaborerà con l’indagine.

L’indagine sui social media rientra nella preparazione del congresso nazionale del partito, previsto nei prossimi mesi.

A rischio è la libertà di parola perché non è chiaro che cosa l’Autorità definisce come informazioni pericolose per la sicurezza nazionale e pubblica. Nel mese di gennaio, Pechino ha lanciato una campagna nazionale di 14 mesi per chiudere le connessioni internet non autorizzate, compresi i servizi Vpn che aiutano la gente a accedere ai siti web vietati. In giugno, l’Amministrazione Cyberspazio della Cina ha chiuso decine di account di intrattenimento on-line su Weibo, Tencent e Baidu, dicendo che la decisione è stata in linea con la nuova legge sulla sicurezza in materia di sicurezza della rete, secondo la quale i contenuti on line non dovrebbero violare la privacy della gente.

Luigi Medici