Si uniscono i due giganti siderurgici cinesi

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CINA – Shanghai 27/06/12016. Due dei più grandi produttori di acciaio della Cina stanno progettando di fondersi alla luce della sovrabbondanza di offerta che caratterizza il settore siderurgico.

Baosteel Group, il secondo più grande produttore di acciaio della Cina, ha «in programma una ristrutturazione strategica con Wuhan Iron and Steel Group», altro gigante, lo hanno annunciato le due società in dichiarazioni separate alla borsa di Shanghai nella serata del 26 giugno.
Le due aziende, rispettivamente, sono quinta e undicesima nel mondo. Baosteel ha prodotto 36,1 milioni di tonnellate di acciaio nel 2015, riporta il suo sito: si tratta di un dato superiore a quello del Brasile e tre volte più di Gran Bretagna, secondo la World Steel Association, la cui classifica mostra che se fosse la produzione di un paese sarebbe l’ottava al mondo. La domanda di acciaio cinese è scesa così come la sua crescita economica è rallentata e l’industria siderurgica mondiale è afflitta da un’enorme eccesso di capacità, che ha messo in perdita i produttori dell’Asia verso l’Europa e gli Stati Uniti, scatenando accuse di dumping. L’utile netto di Baosteel, che ha sede a sede a Shangai, è crollato del 83 per cento andando a 1,0 miliardi di yuan nel 2015, mentre Wuhan ha perso 7,5 miliardi di yuan, rispetto ad un utile netto di 1,3 miliardi di yuan nel 2014. Pechino ha promesso di eliminare una capacità produttiva di 100-150 milioni di tonnellate, su un totale di 1,2 miliardi di tonnellate, entro il 2020. Secondo Bloomberg, «La fusione di Baosteel e Wuhan si adatta con la strategia del governo di migliorare l’efficienza e ridurre concorrenza e eccesso di capacità». Il presidente della Wuhan Ma Guoqiang ha negato le speculazioni di una fusione in una riunione degli azionisti all’inizio di questo mese, riportava il Beijing News ha riferito. I movimenti borsistici e azionari delle imprese sono stati sospesi il 27 giugno.