CINA. Sarà cinese il successore di Tenzin Gyatso

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Un esperto affiliato con un think tank del governo cinese ha detto che il successore del Dalai Lama dovrebbe essere trovato in Cina.

La dichiarazione arriva in un momento in cui Pechino insiste che designerà il prossimo leader buddista tibetano, mentre l’attuale Dalai Lama ha lasciato aperta la questione in risposta all’apparente pressione cinese.

«Spero che il suo successore possa essere trovato nella sua città natale in Cina», Lian Xiangmin, ha detto il direttore dell’istituto di Pechino China Tibetology Research Center, Ctrc, ripreso da Efe.

Lo studioso si riferiva al luogo di nascita dell’attuale Dalai Lama, la cittadina di Takster, situata nella provincia occidentale cinese del Qinghai.

«In Cina, ci sono 6 milioni di tibetani. A parte i religiosi che sono tibetani, ci sono anche persone di altri gruppi etnici che seguono il buddismo tibetano», ha detto Lian. «Credo che queste persone sperano di vedere il successore del XIV Dalai Lama proveniente dalla loro città in Cina. Dobbiamo rispettare la volontà di questi religiosi».

Il Partito comunista cinese dice che identificherà il prossimo Dalai Lama, mentre il leader buddista tibetano stesso ha suggerito che la sua anima possa trasferirsi ad una persona al di fuori della Cina o addirittura che non potrebbe reincarnarsi e che questa tradizione si concluderà con la sua morte.

«Il Dalai Lama non ha mai smesso le sue attività separatiste», ha detto Lian parlando di Tenzin Gyatso, premio Nobel per la pace nel 1989, aggiungendo che la sua richiesta di una “via di mezzo”, cioè una reale autonomia per il Tibet al posto di indipendenza, era una farsa.

Il Dalai Lama vuole unire la regione del Tibet con tutte le altre aree abitate dai tibetani della Cina per formare uno stato che abbia una superficie di 2,5 milioni di kmq, cioè di un quarto del territorio cinese, ha detto il direttore del Ctrc.

Anna Lotti