CINA. Pyongyang partecipa al forum “Belt and Road”

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La Cina ha invitato una delegazione nordcoreana al forum sul suo piano di sviluppo economico regionale che si terrà a Pechino la prossima settimana.

La Cina ospiterà il 14 e il 15 maggio il Forum per la Cooperazione Internazionale, in quanto intende promuovere la sua iniziativa per la costruzione di una cintura economica che collegherà Asia e Europa e Africa attraverso le Vie della seta terrestri e marittime.

Il ministero degli Esteri della Cina ha dichiarato che la conferenza è aperta a qualsiasi paese che sia interessato al programma. «La Corea del Nord invierà la sua delegazione al forum e farà attività rilevanti», ha dichiarato Geng Shuang, portavoce del ministero, riporta Yonhap.

A guidare la delegazione nordcoreana dovrebbe essere Kim Yong-jae, ministro nordcoreano delle Relazioni economiche esterne.

Per la Corea del Sud è prevista la partecipazione di tre funzionari sudcoreani, secondo l’ambasciata sudcoreana a Pechino; il meeting potrebbe rivelarsi il primo evento di incontro tra Pyongyang e Seul, con la nuova amministrazione sudcoreana, uscita ora dalle presidenziali. La Cina ha invitato i leader dei principali paesi, ma non ha invitato la Corea del Sud a causa del dispiegamento del sistema avanzato di difesa missilistica Usa, Thaad.

Il Forum sulla Cooperazione Internazionale sulle Vie della Seta vedrà la partecipazione anche di leader internazionali, tra cui Vladimir Putin, Aung San Suu Kyi e Joko Widodo.

In questo periodo, si è assistito ad una forte tensione nei rapporti tra Cina e Corea del Nord sulla gestione della crisi nucleare tra Washington e Pyongyang con Pechino che ha preso una posizione molto forte nei confronti del regime nordcoreano. La scorsa settimana, la Kcna ha pubblicato la prima critica diretta contro la Cina, avvertendo Pechino di possibili «gravi conseguenze» per la sua posizione sulla vicenda. Pechino, come sanzione nei confronti del regime di Kim Jong-un, ha smesso di importare carbone dalla Corea del Nord alla luce delle sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Graziella Giangiulio