Oliare la macchina della propaganda

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CINA – Pechino 21/02/2016. Il presidente cinese visita la stampa di stato tra ali di folla.

La tv di stato, Tvcc, ha dedicato 20 minuti del suo programma di punta, che dura in tutto mezz’ora, al tour mediatico di Xi. Gran parte dei commenti sui social media dell’emittente televisiva definivano “carino” o “potente” il presidente assiso sulla sedia del presentatore: Di fronte alla crisi economica, al barcollante mercato azionario, e alle tensioni diplomatiche su più fronti, questa visita, gestita come non convenzionale è servita a lubrificare la macchina della propaganda politica. Ad ottobre 2015, il partito comunista ha annunciato nuove regole contro “discussioni improprie” sulle politiche di governo: chi diffonde “voci” sui social media è passibile di sanzioni penali. In un successivo incontro con i funzionari di partito e della propaganda, riporta l’australiano Sydney Morning Herald, Xi ha sottolineato l’importanza della leadership del partito nel settore delle notizie e del lavoro sull’opinione pubblica per aumentare l’influenza e la credibilità del messaggio del partito.
I giornalisti in Cina sono soggetti a una severa censura; la Cina ha il maggior numero di giornalisti in carcere e si classifica 176° sui 180 paesi al World Freedom Press Index di Reporters sans frontières.