CINA. Probabile frenata per Airbnb in Cina

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Il capo di Airbnb China ha dato le dimissioni dopo soli quattro mesi dalla nomina. Per gli analisti, riporta Scmp, potrebbe essere un grave colpo per il più grande sito di home sharing del mondo che ha fatto piani di espansione nel mercato cinese che considera di “fondamentale importanza”. Il giornale riporta che il 24 ottobre è stata confermata la notizia che il vice-presidente globale e direttore della Cina Ge Hong (nella foto) sta lasciando la società per assumere un altro ruolo ancora sconosciuto.

Il suo posto verrà preso and interim da Kum Hong Siew, direttore regionale per l’Asia-Pacifico,

Ge, che in precedenza lavorava per Google e Facebook, era stato nominato a giugno dopo un lungo processo di ricerca, ed era considerato la chiave per rompere il massiccio mercato cinese, dove molti giganti Internet occidentali, tra cui Uber Technologies, si erano “bruciati”, rispetto ai più piccoli, ma più aggressivi, attori nazionali. Prima della nomina di Ge, i progressi di Airbnb sul mercato cinese erano stati relativamente lenti. In Cina dall’agosto 2015, la posizione di vertice in Cina è stata vacante per circa due anni.

Considerata la quinta società privata al mondo per valore, Airbnb sta già affrontando la concorrenza dei siti locali rivali, come Tujia e Xiaozhu, e del nascente mercato locale della condivisione delle case, che non ha ottenuto ufficialmente l’approvazione regolamentare da parte delle autorità cinesi, nonostante il governo incoraggi lo sviluppo globale di un’economia di condivisione per stimolare una nuova crescita economica. 

Questo mese, ad esempio, le autorità cinesi hanno vietato le prenotazioni su tutte le piattaforme di noleggio a breve termine nel centro di Pechino durante il XIX congresso, per motivi di sicurezza.

A settembre scorso, Ge disse che la formula vincente di Airbnb in Cina era stata quella di espandersi in stile start-up, piuttosto che semplicemente trasformarlo in una divisione cinese di una multinazionale.

Aveva poi detto che l’azienda era pronta ad investire quanto necessario in Cina per concentrarsi sia sui viaggi in entrata che in uscita, con il paese considerato d’importanza fondamentale per i suoi piani di espansione globale.

Graziella Giangiulio