CINA. Prioritario lo sviluppo del nucleare galleggiante

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«Il XIII piano quinquennale per lo sviluppo dell’energia nucleare è stato ufficialmente pubblicato con l’impegno ad una sua migliore attuazione nei prossimi 5 anni». Così scrive Economic Daily che riporta fonti dell’ente atomico cinese.

Secondo il piano, la Cina avrà circa 88 milioni di kilowatt di impianti di energia nucleare in funzione o in costruzione entro il 2020, ha detto Wang Yiren, vicedirettore dell’Amministrazione statale della Scienza, Tecnologia e Industria per la Difesa Nazionale.

La Cina darà la priorità allo sviluppo di una piattaforma nucleare galleggiante. Wang ha poi aggiunto che le autorità hanno organizzato una serie di incontri tra esperti sulla costruzione di centrali nucleari in mare per discutere delle modalità costruttive e per sostenere lo sfruttamento di petrolio e gas in mare aperto.

Le centrali nucleari cinesi sono costruite principalmente nelle regioni costiere del sud-est, mentre le capacità di riciclaggio del combustibile nucleare sono situate nelle zone occidentali; si tratta di un fatto irragionevole che deve essere ottimizzato, ha detto l’esperto cinese.

Lo sviluppo di questa nuova energia è diventata una tendenza inevitabile per raggiungere e creare uno sviluppo sostenibile. Il nucleare, come energia a basso tenore di carbonio, è un componente importante del settore energetico nuovo, così come una base solida per lo sviluppo sostenibile di energia nel futuro, ha detto Wang.

Nel mondo, la capacità di creare energia dal nucleare raddoppierà e genererà il 17 per cento dell’elettricità globale entro il 2050, secondo un rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo e l’Agenzia internazionale per l’energia.

Per la Cina, la percentuale di energia elettrica prodotta dal nucleare è solo del 3 per cento, ben al di sotto della media mondiale dell’11 per cento.
La Cina ha ad oggi 15 impianti nucleari che forniscono 12,5 gigawatt e altri 26 in costruzione che forniranno ulteriori 30 gigawatt; stando ai dati governativi, la Repubblica Popolare di Cina sarebbe indipendente energicamente al 90 per cento ma riconosce che la sua domanda interna è in continua crescita.

Maddalena Ingroia