Duemila pozzi chiusi nello Hebei

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CINA – Pechino 02/08/2016. Più di 2.000 pozzi saranno sigillati nel 2016 nel nord-est della provincia cinese di Hebei. La chiusura cerca di bloccare il formarsi di cavità sotterranee legate ad un uso eccessivo delle acque sotterranee, afferma l’agenzia di stampa Xinhua.

Il governo provinciale di Hebei spenderà circa 1,3 miliardi di dollari per adottare le misure correttive per i cedimenti del terreno, che colpiscono il nord-est della Cina, tra cui Pechino, e che interessano anche le città costiere. Lo sprofondamento del terreno, causato secondo i geologi cinesi da un eccessivo sfruttamento delle acque sotterranee, mette in pericolo edifici, strade e linee ferroviarie e aumenta il rischio di inondazioni e la salinizzazione del suolo nelle città costiere. Hebei prevede di colmare 570 pozzi entro la fine di quest’anno e di sigillarne altri 1680 in città, con accesso al fiume Hangjiang, che riceve acqua deviata dal Yangtze attraverso un imponente progetto di ingegneria operativo dalla fine del 2014. Sono previsti inoltre sussidi per gli agricoltori. Negli ultimi due anni si sono registrati ad Hebei più di 4000 pozzi; si prevede di non utilizzarne 2000 nei prossimi tre anni per consentire il recupero delle acque sotterranee.