Manovre per la Liaoning

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CINA – Pechino 12/06/2015. L’unica portaerei cinese, la Liaoning, ha condotto una serie di esercitazioni il 12 giugno.

Ad annunciarlo è stata ala stessa marina militare di Pechino senza specificare la posizione della nave; le manovre sono state effettuate durante le crescenti controversie territoriali e marittime con alcuni dei paesi asiatici vicini alla Cina. La Cina, infatti, rivendica la maggior parte del Mar Cinese Meridionale, attraverso cui passa un flusso commerciale da 5 trilioni di dollari ogni anno; Filippine, Brunei, Malesia, Taiwan e Vietnam hanno richieste uguali e sovrapposte. La Cina contesta anche la sovranità di gruppi di isole nel Mar Cinese orientale contrapponendosi stavolta al Giappone.
La Liaoning ha condotto esercitazioni e prove in un “mare rilevante”, ossia in acque profonde, utilizzando anche aeromobili imbarcati dopo essere salpata dalla città costiera di Qingdao, secondo il comunicato della marina. La Cina vuole sviluppare una flotta d’alto mare, capace di navigare ed operare in “blue water”; per difendere i suoi crescenti interessi economici sta adottando un atteggiamento più aggressivo nelle dispute territoriali con i vicini nel Mar Cinese meridionale e orientale.
Pechino, in questo periodo si è impegnata a migliorare le competenze dei suoi piloti e l’efficienza dei suoi jet da combattimento, tra cui il Shenyang J-15, nelle manovre di decollo e appontaggio nonché in quelle di combattimento aeronavale. Nel comunicato si legge che sono state testate, negli ultimi anni, la potenza, la prontezza bellica e le capacità tecnologiche dei suoi mezzi aerei.
La Liaoning, vascello di epoca sovietica acquistato dall’Ucraina nel 1998 e riadattato in Cina, è un simbolo del nuovo corso militare navale cinese. La Liaoning, vascello da 60mila tonnellate, è il primo passo della nuova produzione di simili mezzi navali costruiti in Cina entro il 2020.

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