CINA. Per sbloccare il Doklam, basta l’immediato ritiro indiano

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La diatriba di confine tra India e Cina è entrata nel terzo mese, senza segnali che una delle due parti intenda sbloccare lo stallo. «La palla è ora fermamente nel campo dell’India», riprova Xinhua.

Per Pechino, il presupposto per risolvere l‘incidente è chiaro: «L’India deve immediatamente ed incondizionatamente ritirare le sue truppe di frontiera e le attrezzature sul indiano del confine, poiché la regione di Doklam (Dong Lang) è indiscussamente territorio cinese», prosegue l’agenzia di stato cinese. «Anche se la Cina è un Paese che ama la pace e afferma fermamente il valore della pace, difenderà decisamente la sua sovranità nazionale e l’integrità territoriale e non permetterà mai ad alcun paese di violare la sua sovranità territoriale per qualsiasi motivo», prosegue l’agenzia statale, tornando a minacciare Nuova Delhi delle conseguenze di una prolungata presenza nel suo territorio.

La zona di Doklam confina con la regione indiana del Sikkim a ovest e il Regno del Bhutan a sud. Il confine è stato delimitato dalla Convenzione del 1890 tra la Gran Bretagna e la Cina in relazione a Sikkim e Tibet. Sia il governo cinese che indiano riconoscono la convenzione. Ognuna delle due parti per quasi 130 anni ha esercitato la giurisdizione sul suo lato del confine senza alcuna controversia.

«Non importa cosa creda l’India, il fatto che abbia attraversato illegalmente il confine è chiaro, l’accampare scuse – come la pretesa che le attività di costruzione dell’infrastruttura cinese minacciano la sicurezza dell’India – è assurdo. Seguendo la logica dell’India, se la Cina sentisse mai che la costruzione di infrastrutture indiane nella regione confinante minacciasse la sicurezza cinese, la Cina potrebbe inviare apertamente truppe in territorio indiano per fermarle». Pechino accusa poi nuova Delhi di voler fare “la vittima” nell’intera questione, nonostante sia per Pechino l’unico e vero responsabile della situazione.

«Un confine è sotto la protezione del diritto internazionale una volta stabilito da una convenzione. La mossa straordinaria dell’India non solo viola la sovranità territoriale della Cina, ma rappresenta anche una grave sfida alla pace regionale e alle norme che regolano le relazioni internazionali. Se la logica dell’India viene tollerata, possiamo anche buttare le norme internazionali fuori dalla finestra».

Maddalena Ingrao