CINA. Pechino smentisce la nuova pandemia dei maiali

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Il ministero dell’Agricoltura e degli Affari Rurali della Cina ha dichiarato lo scorso 4 luglio che il cosiddetto ceppo “G4” del virus dell’influenza suina non è nuovo e non infetta o fa ammalare facilmente gli esseri umani e gli animali, smentendo uno studio pubblicato all’inizio di questa settimana e che aveva avuto molto clamore.

La notizia infatti si era inserita in un panorama globale assai sensibile per quel che riguarda la salute e che sta reagendo anche in maniera allarmistica su notizie che riguardano le epidemie, alla luce della pandemia e infodemia che stiamo vivendo.

Quello studio, condotto da un team di scienziati cinesi e pubblicato dalla rivista statunitense Proceedings of the National Academy of Sciences, Pnas, ha avvertito che un nuovo virus dell’influenza suina, chiamato G4, è diventato più contagioso per gli esseri umani e potrebbe diventare un potenziale “virus pandemico”, riporta Strait Times.

Tuttavia, il ministero dell’Agricoltura cinese ha affermato in una dichiarazione che lo studio è stato interpretato dai media «in modo esagerato e non reale». Un’analisi del ministero ha concluso che il campionamento dello studio pubblicato è troppo piccolo per essere rappresentativo, mentre l’articolo manca di prove adeguate per dimostrare che il virus G4 è diventato il ceppo dominante tra i suini.

Il ministero cinese ha detto di aver tratto le sue conclusioni dopo aver tenuto un seminario sull’impatto del virus G4 sull’industria del maiale e sulla salute pubblica. Tra i partecipanti vi erano veterinari cinesi ed esperti di antivirus, nonché i principali autori dello studio Pnas.

I partecipanti hanno convenuto che il virus G4 non è una novità, si legge nella dichiarazione. Inoltre, un tale ceppo è stato monitorato continuamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, Oms, e dalle agenzie collegate in Cina dal 2011, recita la dichiarazione, citando un alto funzionario dell’Oms.

Inoltre, gli autori dello studio pubblicato hanno convenuto che il virus G4 non si replica efficacemente nel corpo umano da causare malattie, secondo la dichiarazione.

Anna Lotti