La ripresa di Pechino

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CINA – Pechino 22/02/2016. La sofferenza economica globale è stata indubbia e l’economia cinese ha rallentato ma ci sono le premesse per la sua ripresa.

Stando ai dati riprovati da Xinhua, nel 2015, l’espansione economica della Cina è stata del del 6,9, è cresciuta di 4 miliardi di yuan, solo lo 0,1 per cento in meno rispetto a quanto previsto per il 2015. Seco do l’agenzia ufficiale, il manifatturiero cinese si è sì contratto ma controbilanciato dal quello dei servizi, in qualche misura; costituendo la maggior parte della crescita economica cinese del 2015.
La crescita del settore dei servizi in Cina è servita a frenare la disoccupazione, se il settore delle costruzione minaccia licenziamenti quello dei servizi di consegna, per esempio, è costantemente a corto di manodopera. L’economia cinese è sufficientemente resiliente: se alcune zone industriali sono cresciute di appena il 3 per cento, altre hanno registrato una forte crescita: il sud-ovest della Cina, lai zona di Chongqing, ha registrato una crescita a due cifre. Secondo l’agenzia statale, la capacità della Cina di sopportare il rischio è rafforzata anche dal suo livello moderato di deficit, meno del 3 per cento, e da un ampio avanzo nel risparmio delle famiglie, oltre 4 miliardi di yuan. La Cina sta preparando i piani di salvataggio nel 2016, aumentando il suo deficit nazionale di bilancio, per evitare il rischio di un eccessivo carico nel debito locale. Inoltre, il risparmio delle famiglie comporta enormi riserve in valuta estera e potrebbe contribuire a garantire un capitale adeguato per le banche cinesi, che stanno prestando denaro in misura maggiore al fine di stabilizzare la crescita: a gennaio 2016, i nuovi prestiti in yuan sono arrivati a 2,51 miliardi. A dicembre 2015, Pechino ha lanciato un nuovo indice di valuta, il China Trade System Foreign Exchange (Cfets), agganciando la sua moneta a un paniere di 13 valute utilizzate dai suoi partner commerciali; da allora si è stabilizzata, riporta Xinhua.