CINA. Pechino rafforza l’anticorruzione

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Il premier cinese Li Keqiang ha promesso maggiori sforzi del governo nella lotta alla corruzione.

Li detto che la Cina ha compiuto importanti passi in avanti nel combattere la corruzione nel 2016, ma ci sono ancora problemi che richiedono misure più forti. Xinhua riporta il testo del discorso del premier sulla pulizia nel governo tenuto il 21 marzo scorso.

I beni dello Stato sono immobili di proprietà di tutte le persone e materia l’economia nazionale, ha detto Li, sollecitando le autorità ad adottare misure “vigorose” per evitare la perdita dei beni dello Stato e prevenire la corruzione nel settore finanziario. Attualmente il settore finanziario è vulnerabile a rischi come gli asset tossici, il sistema bancario ombra e il finanziamento illegale via internet e atti illeciti del personale.

Le autorità devono promuovere le riforme per migliorare il sistema di supervisione finanziaria e per «tenere alta la pressione sul controllo interno», ha detto il premier cinese.

Le autorità devono reprimere le violazioni delle banche nel dare credito, l’insider trading nel mercato della sicurezza e la frode delle compagnie di assicurazione, e inesorabilmente punire i responsabili interni e i dirigenti d’azienda che colludono con grandi attori del mercato, rubando e vendendo informazioni segrete.

Recentemente, l’autorità anticorruzione della Cina ha annunciato che Xiang Junbo, presidente della China Insurance Regulatory Commission, è sotto inchiesta per sospetta grave violazione del codice di condotta del Partito comunista cinese.

Li ha inoltre chiesto ulteriori sforzi al potere delegando, e semplificando l’amministrazione e l’uso di Internet per migliorare i servizi pubblici.

Ha poi chiesto ai governi a tutti i livelli di promuovere la parsimonia e continuare a tagliare le tasse e le spese, chiedendo una migliore supervisione e gestione di grandi progetti di investimento.

Ha poi sottolineato l’importanza del rispetto delle norme degli appalti e di controllo degli acquisti pubblici, e ha promesso una punizione dura per quelle misure che tendono a minare la lotta alla riduzione della povertà, alla sicurezza sociale, alla riduzione dei prezzi degli alloggi e all’assicurazione medica.

Nel 2016, le autorità di disciplina del partito in tutto il paese hanno punito 415 mila persone per aver violato il codice di condotta o altre norme, e ha arrestato più di 1000 latitanti fuggiti all’estero, secondo il premier cinese.

Anna Lotti