CINA. Pechino parla con Seul delle tensioni coreane

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Il principale inviato per la sicurezza nucleare della Cina è arrivato a Seoul il 10 aprile per i colloqui sulla minaccia nucleare della Corea del Nord, mentre un gruppo d’attacco navale degli Stati Uniti si è diretto verso la regione.

Il presidente Usa Donald Trump, dopo il segnale dato a Pyongyang con l’attacco sulla Siria, ha detto di avere diverse opzioni per eliminare le capacità nucleari del Nord.

Il probabile ed imminente test nucleare, per festeggiare gli anniversari importanti di questo mese in Corea del Nord, tra cui il CV compleanno di Kim Il Sung, sta fungendo da catalizzatore per gli eventi.

Wu Dawei, rappresentante speciale della Cina per gli affari della penisola coreana, si è incontrato con il suo omologo sudcoreano per discutere la questione nucleare, ha detto il ministero degli Esteri di Seul in un comunicato, riporta la Afp.

Per Yonhap, al centro della discussione anche il dispiegamento del sistema Thaad, sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, osteggiato da Pechino.

I colloqui sono avvenuti dopo che Donald Trump ha ospitato il leader cinese Xi Jinping in cui ha fatto pressione sull’alleato chiave di Pyongyang a fare di più per frenare le ambizioni nucleari della Corea del Nord.

Nel frattempo Il gruppo d’attacco della marina statunitense della portaerei Carl Vinson ha annullato un viaggio programmato in Australia, dirigendosi verso la penisola coreana, con una mossa che aumenterà le tensioni nella regione.

Rex Tillerson, riporta The Guardian, ha detto che «una serie di azioni sulla Corea del Nord dovevano essere fatte» e che la Cina si era detta d’accordo. «Il presidente Xi capisce chiaramente, e credo sia d’accordo, che la situazione si è intensificata e ha raggiunto un certo livello di minaccia e che una serie di azioni sulla Corea del Nord dovevano essere fatte», ha detto Tillerson. Il segretario di Stato ha detto che tra Trump e Xi c’era una «visione condivisa e nessun disaccordo su quanto è diventata pericolosa la situazione».

In considerazione della minaccia regionale ora rappresentata, ha detto Tillerson che i cinesi «non credono ci siano le condizioni oggi per impegnarsi in discussioni con il governo di Pyongyang (…) Siamo fiduciosi che possiamo lavorare insieme con i cinesi per cambiare le condizioni nelle menti della leadership della Corea del Nord. E poi, a quel punto, forse le discussioni possono essere utili (…) E penso che anche la Cina stia cominciando a riconoscere che questo rappresenta una minaccia per anche per suoi interessi».

Anna Lotti