CINA. Pechino minaccia di far scendere l’esercito in strada a Hong Kong

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L’esercito cinese ha detto che può essere dispiegato a Hong Kong per mantenere l’ordine pubblico su richiesta del governo della città, aggiungendo che l’assedio domenicale dell’ufficio di collegamento di Pechino nella città era intollerabile.

La reazione del ministero della Difesa può essere letta in due maniere: un avvertimento di non oltrepassare una linea rossa, oppure che non sono ancora pronti i piani per mobilitare le truppe, ma che potrebbero esserlo a breve.

Gli atti di vandalismo dell’ufficio di collegamento del governo centrale di Hong Kong – dopo settimane di proteste di massa contro la legge sull’estradizione della città – è stata una sfida alla linea di fondo del principio “un paese, due sistemi”, un fatto definito intollerabile.

Per comprendere il comportamento di Pechino occorre rifarsi alla “Garrison Law”, entrata in vigore il 1° luglio 1997, data del passaggio di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina. L’articolo 14 stabilisce che il governo di Hong Kong – in conformità con la Legge fondamentale, la mini-costituzione della città – può chiedere al governo centrale l’aiuto della guarnigione di Hong Kong dell’Esercito di liberazione del popolo per il mantenimento dell’ordine pubblico e dei soccorsi in caso di calamità.

Se una richiesta del governo di Hong Kong dovesse essere approvata, la guarnigione di Hong Kong potrebbe inviare truppe per svolgere il compito, per poi tornare immediatamente ai loro quartieri. L’articolo 14 della Legge fondamentale di Hong Kong stabilisce che: «Le forze militari stanziate dal governo centrale popolare nella regione amministrativa speciale di Hong Kong per la difesa non devono interferire con gli affari locali della regione. Il governo della regione amministrativa speciale di Hong Kong può, se necessario, chiedere aiuto al governo centrale popolare per il mantenimento dell’ordine pubblico e per i soccorsi in caso di calamità».

Il governo di Hong Kong ha sminuito la portata delle osservazioni della Difesa di Pechino, affermando che il dicastero aveva appena delineato le pertinenti disposizioni della legge sulla guarnigione e non era nulla di nuovo: «Il governo di Hong Kong non ha intenzione di chiedere aiuto alla guarnigione cinese di Hong Kong in conformità a tale disposizione», riporta Scmp.

Intanto sono previste nuove proteste nei prossimi giorni. 

Antonio Albanese