CINA. Pechino invita i diplomatici UE a visitare i campi dello Xinjiang

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La Cina difende la propria politica nello Xinjiang invitando i diplomatici presenti a Pechino a visitare la regione, in cui è stata accusata di aver rinchiuso oltre un milione di musulmani uiguri in campi di internamento di massa.

Il 18 marzo, il Consiglio di Stato ha pubblicato un libro bianco sulla regione in cui si afferma che la Cina ha arrestato quasi 13.000 terroristi nello Xinjiang dal 2014. In un comunicato pubblicato il 20 marzo, il ministero degli Esteri ha confermato l’invito, in cui si aggiunge che il ministero sta coordinando i dettagli del programma e le modalità della visita; sarebbe la prima volta in anni che un gruppo di diplomatici occidentali possa visitare la regione.

Secondo Reuters, gli ambasciatori sono stati invitati informalmente a visitare lo Xinjiang alla fine di marzo; Scmp riporta poi che i diplomatici avrebbero accettato l’invito informale, solo se fosse stato assicurato loro un accesso illimitato. 

Il rischio è che il gruppo di ambasciatori finisca per essere usato da Pechino per fini propagandistici, come accaduto per quelli centroasiatici già invitati nell’area in precedenza. Le attività della Cina nello Xinjiang hanno dovuto affrontare negli ultimi mesi crescenti critiche da parte dei governi occidentali e dei gruppi per i diritti umani.

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha detto che Pechino è «in una lega a sé stante quando si tratta di violazioni dei diritti umani». Il rapporto annuale del Dipartimento di Stato sui diritti umani ha dichiarato che l’anno scorso il governo cinese ha «intensificato significativamente la sua campagna di detenzione di massa di membri di gruppi minoritari musulmani nello Xinjiang».

Il governo cinese ha respinto le accuse, insistendo sulla necessità di misure di controllo per contrastare “l’estremismo religioso” e combattere il terrorismo.

Pechino ha anche negato che i campi siano repressivi e dice che il loro scopo è l’istruzione e la formazione. All’inizio di questo mese Shohrat Zakir, presidente della regione autonoma di Xinjiang Uygur, ha paragonato i campi a “convitti” dove ai “tirocinanti” è stato permesso di andare e venire se lo desiderano.

Tommaso dal Passo