CINA. Pechino intende stabilizzare l’immobiliare nel 2017

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La Cina sta cercando di mantenere la stabilità del mercato immobiliare di quest’anno dopo un andamento altalenante registrato nel 2016, con misure volte a prevenire picchi nelle metropoli e andamenti più bassi nelle piccole città.

Su 70 città grandi e medie analizzate, 45 hanno visto i prezzi delle nuove abitazioni in aree residenziali aumentare a gennaio 2017, in calo dalle 46 a dicembre e dalle 55 a novembre, secondo l’Ufficio nazionale cinese di statistica.

A Pechino, i prezzi delle case nuove sono rimasti inalterati, mentre i prezzi di Shanghai sono scesi dello 0,1 per cento, mentre Shenzhen, metropoli meridionale vicina a Hong Kong, sono scivolati dello 0,5 per cento. Secondo le autorità l’aumento dei prezzi delle case sono stati contenuti, e sarebbero i primi risultati delle politiche di regolamentazione.

Il mercato immobiliare cinese è esploso lo scorso anno alimentato dal progressivo allentamento della politica immobiliare. Gli acquirenti di case potevano ottenere facilmente mutui e le banche erano “generose” nel finanziare.

Nonostante il raffreddamento del quarto trimestre, le transazioni di immobili residenziali in Cina sono balzate dal 36,1 per cento a 9,9 miliardi di yuan nel 2016, con i prezzi delle case in aumento.

Consapevoli dei rischi crescenti, decine di città hanno approvato una serie di misure da ottobre dello scorso anno, che vanno dai limiti di acquisto a strette restrizioni ipotecarie, per evitare che i prezzi aumentino fuori controllo. Le autorità centrali hanno anche innalzato il limite di credito per l’acquisto di terra.

Mentre le metropoli stanno già limitando le vendite di case, gli sviluppatori in molte piccole città sono ancora alle prese con gli appartamenti invenduti.

La Cina sta continuando a spingere per l’urbanizzazione come un mezzo importante per azzerare le enormi scorte di case invendute nelle aree meno sviluppate, comprese politiche favorevoli per i residenti nelle campagne allo scopo di acquistare casa e stabilirsi in città.

Invece di costruire nuovi appartamenti nelle ex baraccopoli, il governo offrirà sussidi ai residenti che acquistano case esistenti, e il mercato degli affitti riceverà u maggiore sostegno da parte del governo.

Anche se ancora alto, il livello delle case invendute è sceso dell’11 per cento annuo arrivando a 403 milioni di metri quadrati, alla fine del 2016.

Tommaso dal Passo