CINA. Pechino fabbricherà benzina dall’inquinamento atmosferico

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Un gruppo di scienziati cinesi ha sviluppato un nuovo catalizzatore in grado di trasformare permanentemente il biossido di carbonio e l’idrogeno in una miscela di idrocarburi simile alla benzina. La scoperta è stata pubblicata da Nature Communications e ripresa da Ria Novosti.

Jian Sun, dell’Istituto di fisica dell’università di Dalian, capo ricercatore del progetto, tra gli autori della ricerca, ha detto che «La combustione di carburante ha portato al rilascio di una quantità gigantesca di Co2 nell’atmosfera, che causa oggi cambiamenti climatici negativi. La conversione di questo Co2 in carburante e prodotti chimici non sono solo ci aiuterà a combattere il riscaldamento globale, ma anche a risolvere il problema dell’esaurimento delle risorse minerarie».

Da anni, gli scienziati stanno cercando di trovare un modo di convertire il Co2 atmosferico in biocarburanti e altre sostanze utili. Sun e il suo team avrebbero risolto entrambi i problemi: il loro catalizzatore converte praticamente tutto il biossido di carbonio in idrocarburi che costituiscono la base ad alto numero di ottani della benzina e di altri combustibili, ed è in grado di lavorare quindi almeno 1000 ore /sei mesi, in ambienti industriali normali.

Si compone di due elementi: nanoparticelle di composti di ferro e ossido di sodio, e della zeolite. Le zeoliti sono nanoparticelle cave di silicato di alluminio, che oggi vengono utilizzati per la purificazione dell’acqua e nel sistema di diversi catalizzatori.

La combinazione di questi componenti, secondo i risultati dei chimici cinesi, permette di ottenere la lunga ed effettiva durata del catalizzatore. La sua efficacia, come dicono gli scienziati, è diminuita del 6% durante le prime 300 ore di lavoro e quindi il catalizzatore non è cambiato, questo fatto indica che è stabile e che dovrebbe rimanere tale per molto più di 1000 ore. Inoltre, il 96% del biossido di carbonio viene convertito in analogico della benzina, e solo il 4% del Co2 è convertito in metano.

Pechino, in primis, quindi, potrebbe aver dato una svolta alla sua crescente fame di energia traendola dall’inquinamento stesso che oggi la affligge.

Maddalena Ingrao