CINA. Pechino fa affari con Riad e appoggia Teheran nello SCO

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La Cina sostiene l’ammissione dell’Iran nella Shangai Cooperation Organization. È l’ultima mossa del grande gioco di equilibri che Pechino sta facendo nel Medio Oriente, riporta Il South Morning China Post. L’entrata formale dell’Iran sin discussione nel meeting Sco di Astana, cui partecipa il presidente cinese Xi Jinping.

Il vertice di Astana si è aperto dopo che diverse nazioni del Golfo, guidate dall’Arabia Saudita, hanno tagliato le relazioni diplomatiche e commerciali con il Qatar, perché avrebbe sostenuto gruppi terroristici finanziati dall’Iran.

Teheran, dopo il duplice attacco del 7 giugno di ISIS, ha accusato l’Arabia Saudita, rendendo ancora più tesa la situazione.

Riad ha tagliato i legami con il Qatar dopo la richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di isolare Teheran: per questo l’Iran potrebbe avvicinarsi alla Cina. L’entrata di Teheran è stata rifiutata l’anno scorso, senza alcuna motivazione specifica; il ministro degli Esteri della Cina, Li Huilai, ha affermato poi il sostegno di Pechino all’Iran per la sua adesione; assieme a India e Pakistan.

Lo Sco, considerato come un contrappeso all’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico è un raggruppamento politico e di sicurezza per la cooperazione contro il terrorismo. Ne fanno parte Cina, Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan.

Per il quotidiano di Hong Kong, anche se la Cina ha stabilito stretti legami commerciali e militari con i sauditi, è molto importante che Pechino dimostri il suo sostegno all’Iran per dimostrare la sua terzietà nel confronto tra Teheran e Riad.

L’influenza della Cina in Iran sta crescendo a causa di un approccio “amichevole” e della crescente presenza politico-economica nella regione.

La Cina sta tentando di aumentare la sua presenza in Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita e in Iran, tramite l’espansione delle proprie reti infrastrutturali nella regione per soddisfare le esigenze energetiche interne. Va ricordato che Xi ha visitato entrambe le nazioni durante il suo primo viaggio nella regione nel 2016.

La visita di Xi è stata poi ricambiata da quella del re saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud a marzo, che ha garantito 65 miliardi di dollari di offerte economiche e commerciali a Pechino.

D’altra parte l’Iran è situato in una posizione chiave per lo sviluppo dell’iniziativa cinese della nuova Via della Seta.

Con tanti interessi commerciali e finanziari in gioco, Pechino avrebbe calcolato attentamente il proprio sostegno all’Iran per evitare di far infuriare i Sauditi e il mondo arabo mostrandosi la terza parte nelle contese tra Riad e Teheran.

Graziella Giangiulio