CINA. Pechino e Nuova Delhi affilano le baionette

261

L’ambasciatore della Cina in India, Luo Zhaohui, ha affermato che il ritiro delle truppe indiane dal territorio conteso è una “condizione” per la pace, nell’escalation che sta avvenendo della contesa di confine tra le due potenze asiatiche, che si stanno letteralmente confrontando nei pressi del  Bhutan. Le truppe indiane e cinesi si stanno fronteggiando sull’Himalaya vicino a quella parte di confine dove si incrociano i confini di Tibet, India e Bhutan. La Cina ha affermato che le truppe indiane sono sul suo territorio, ma sia il Bhutan che l’India dicono che l’area in questione è territorio bhutanese.

L’India, che ha una presenza militare nel Bhutan, dice che le sue truppe si sono avvicinate ad un’unità militare cinese che è entrata nell’area di Doklam, nella nazione himalayana il 16 giugno mentre cercavano di costruire una strada.

Secondo quanto riporta il South China Morning Post, i due stati hanno inviato circa 3.000 soldati ciascuna; le tensioni frontaliere nei 3.500 chilometri che condividono Cina e India sono viavai scemate dalla breve e sanguinosa guerra del 1962.

La regione di Donglang è rimasta comunque un punto caldo, sotto il controllo cinese, ma fortemente sorvegliata da New Delhi data la sua vicinanza alla stretta striscia di territorio che collega il nordest dell’India con il resto del paese.

A giugno, la Cina ha iniziato a costruire una strada su un territorio, rivendicato anche dal Bhutan, una mossa che sembrava sconvolgere lo status quo. Anche se la Cina e il Bhutan hanno trascorso decenni a negoziare il confine preciso senza incidenti gravi, il piccolo regno himalayano ha cercato aiuto questa volta dal suo vecchio alleato, l’India, che ha mandato truppe sull’altopiano.

Secondo la Press Trust of India, Pti, l’ambasciatore della Cina ha dichiarato che le truppe indiane dovrebbero «tornare indietro senza riserva. Si è parlato di questa opzione, quella opzione. Ora sta alla vostra politica», ha dichiarato Luo Zhaohui. «Il governo cinese è molto chiaro che vuole una soluzione pacifica relativamente lo stato attuale di questa situazione, per cui il ritiro delle truppe indiane dall’area è una condizione preliminare».

Il Bhutan, uno dei paesi più piccoli del mondo, ha detto che la costruzione di una strada sul suo territorio è «una violazione diretta» degli accordi con la Cina. «Il Bhutan spera che lo status quo nell’area Doklam sarà mantenuto come prima del 16 giugno 2017», ha detto il ministero degli Esteri bhutanese in un comunicato la scorsa settimana. Il Bhutan non ha rapporti diplomatici formali con la Cina e è strettamente legato all’India.

La questione dovrebbe essere affrontata dal primo ministro indiano Narendra Modi e da quello cinese Xi Jinping al G20 in Germania questa settimana. La Cina e l’India hanno una serie di controversie sul confine, anche se la sezione della frontiera che corre lungo lo stato del Sikkim, vicino a quella in cui si sta svolgendo l’attuale confronto, è generalmente considerata stabile. Nel 2014, centinaia di soldati indiane e cinesi si confrontarono sul confine de facto tra i due paesi, noto come Linea di Controllo Effettivo, che corre lungo la regione indiana nord-occidentale di Ladakh, durante una visita del presidente cinese Xi Jinping.

L’India e la Cina si contendono l’influenza in Asia meridionale, con Pechino che ha investito grandi somme in progetti infrastrutturali in Nepal, Sri Lanka e Bangladesh. Ma il regno himalayano del Bhutan è rimasto saldamente all’interno della sfera di influenza di Nuova Delhi.

Graziella Giangiulio