CINA. Pechino dà dello stolto a Trump, costruttore di muri

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La Cina ha risposto ridicolizzando il presidente Usa, dopo che l’Amministrazione Trump ha annunciato che avrebbe imposto dazi per 50 miliardi di dollari di importazioni cinesi. La Cina ha detto che avrebbe imposto dazi aggiuntivi del 25 per cento su 659 merci statunitensi per un valore di 50 miliardi di dollari, in risposta all’imposizione di tariffe da parte degli Stati Uniti.

«Il saggio costruisce ponti, lo stolto muri», riporta Xinhua in un editoriale, riecheggiando i commenti ufficiali che la Cina avrebbe difeso i suoi interessi in una guerra commerciale: «Seguire la strada dell’espansione e dell’apertura è la migliore risposta della Cina alla disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, ed è anche la responsabilità che i grandi paesi dovrebbero avere nei confronti del mondo», ha aggiunto l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino.

Un editoriale del quotidiano ufficiale del Partito comunista, il Renmin Ribao, Giornale del Popolo, ha condannato «l’ossessione dell’Amministrazione Trump di svolgere il ruolo vergognoso di perturbatore economico globale (…) non c’è nessun vincitore in una guerra commerciale, e l’istigazione degli Stati Uniti ad una guerra commerciale è estremamente distruttiva per il commercio globale, la globalizzazione economica, i sistemi commerciali multilaterali e le catene di approvvigionamento globale di produzione. Il mondo intero pagherà il conto degli errori dell’unilateralismo americano».

Il Global Times, tabloid del Giornale del Popolo, ha definito la mossa degli Stati Uniti «un atto irresponsabile della Casa Bianca per interrompere il commercio internazionale solo per fare appello agli elettori americani che sono convinti che il loro presidente stia lottando per loro». In un editoriale, il China Daily, giornale ufficiale in lingua inglese, ha detto che la misura è stata «una grave violazione dello spirito centrale dei recenti colloqui commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti ed è destinata a ritorcersi contro se Washington non abbandona il suo pericoloso avventurismo».

Pur condannando le azioni dell’amministrazione Trump, nel suo commento il giornale esprime la speranza che la guerra commerciale possa ancora essere evitata: «Dato il frequente flip-flop dell’amministrazione di Donald Trump, è ancora troppo presto per concludere che inizierà una guerra commerciale». 

Antonio Albanese