CINA. Pechino contribuirà alla nuova ZES thailandese

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Il governo thailandese mira a trasformare le province di Rayong, Chonburi e Chachoengsao nella parte orientale del paese, superficie complessiva di 13.285 chilometri quadrati, in una zona economica per la tecnologia, l’industria manifatturiera e i servizi. Il progetto potrebbe diventare realtà entro il 2021, secondo i piani governativi, con capitali da raccogliere dalle casse dello Stato, da investimenti esteri e da partenariati tra il settore pubblico e privato.

Ad investire nel progetto è interessato il conglomerato cinese Hna Group, riporta South China Morning Post; Hna Group ha investito 36,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Ad aprile, il gruppo è stato tra le quattro società private cinesi ad essere esaminate dalle autorità di regolamentazione finanziaria cinese per la loro forte esposizione debitoria. Una Group sarebbe quindi in procinto di investire nel più grande progetto di sviluppo infrastrutturale della Thailandia, dato che il conglomerato aereo-alberghiero trasferirà le proprie acquisizioni offshore per allinearsi alla politica statale cinese. Hna Innovation Finance costituirà un fondo con Ct Bright, unità di investimento del più grande conglomerato tailandese Cp Pokphand, per investire nel progetto del Corridoio Economico Orientale (Cee) dal valore di 43 miliardi di dollari.

Le due entità contribuiranno allo stesso modo, 20 per cento, nel fondo, raccogliendo il resto del capitale da investitori cinesi e thailandesi per arrivare a 5 miliardi di dollari nei prossimi tre-cinque anni, da investire nella Cee.

Il progetto thailandese ha seguito l’acquisto di Hna per 1 miliardo di dollari in aprile, del Cwt di Singapore, società di ingegneria e logistica della supply chain. 

Hna prevede di utilizzare Cwt come suo patrimonio per entrare nel sud-est asiatico per la negoziazione di merci, gestione e servizi finanziari ausiliari. Hna, quindi, si atterrà alla politica statale di incoraggiare gli investimenti e le infrastrutture lungo la “Belt and Road Initiative”, e prenderà in considerazione la cessione di beni che si discostano da tale strategia.

La società di Hainan quindi ora  “obbedirebbe agli ordini” senza investire in aree vietate dal governo.

Maddalena Ingroia