CINA. Pechino blocca il carbone nordcoreano

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La Cina ha recentemente rinviato al mittente un grande carico di carbone proveniente dalla Corea del Nord il giorno dopo che Pyongyang ha lanciato un missile balistico in violazione delle sanzioni internazionali. Secondo quanto riporta Yonhap, a circa 16295 tonnellate di carbone della Corea del Nord, valore stimato circa 1 milione di dollari, non è stato permesso di essere scaricate nel porto di Wenzhou, nella provincia di Zhejiang in Cina lo scorso 13 gennaio, e saranno restituiti al porto occidentale nordcoreano di Nampo.

Il rifiuto, ufficialmente, è stato causato da un livello superiore all’ammissibile di mercurio contenuto nel carbone, hanno aggiunto le fonti cinesi citate da Yonhap.

Ma, poiché il rifiuto è avvenuto dopo solo un giorno che il Nord aveva testato un missile balistico a medio raggio, gli osservatori, citati da Yohap, hanno affermato che vi sia la possibilità che l’azione possa essere stata una manifestazione di disappunto della Cina per la provocazione della Corea del Nord.

Il commercio del carbone è una delle principali fonti di reddito per la Corea del Nord, che si trova ad affrontare pesanti sanzioni economiche e isolamento internazionale a seguito dei suoi test missilistici e nucleari. La maggior parte del carbone nordcoreano è destinato alla Cina.

Il 30 novembre, il Consiglio di Sicurezza ha adottato la risoluzione 2321 sulla scia del quinto test nucleare della Corea del Nord avvenuto nel mese di settembre 2016. La risoluzione ha congelato tutto i movimenti e gli acquisti del carbone da Pyongyang, una decisione volta a rendere più difficile per il regime nordcoreano guadagnare denaro che potrebbe essere sfruttata per far avanzare le sue capacità belliche.

La Cina ha aderito all’azione punitiva sospendendo le importazioni di carbone del Nord per circa tre settimane nel mese di dicembre. Ma l’acquisto di carbone dal Nord è arrivato al 13 per cento su base annua, circa 2 milioni di tonnellate proprio nel mese di dicembre 2016.

Luigi Medici