CINA. Pechino apre un sito per denunciare le spie 

75

L’ultima campagna cinese per sradicare gli agenti stranieri assomiglia molto al romanzo di John Le Carrè, La spia che venne dal freddo, in versione cinese.

Secondo quanto riporta Asia Times, l’amministrazione del Presidente Xi Jinping ha intensificato la sua campagna antispionaggio lanciando un sito web di “spy catcher”.

Anche per la seconda economia mondiale, è piuttosto nuovo, soprattutto perché è in inglese e mandarino. Il sito è stato creato dal ministero della Sicurezza Nazionale durante lo scorso fine settimana, la piattaforma online www.12339.gov.cn incoraggia le persone a segnalare le minacce alla sicurezza nazionale, come ad esempio le offerte per «rovesciare il sistema socialista».

«Questa piattaforma accetta segnalazioni su indizi di presunte violazioni del diritto penale della Repubblica Popolare Cinese, della Legge sulla Sicurezza di Stato della Repubblica Popolare Cinese, della Legge contro lo spionaggio della Repubblica Popolare Cinese e di altre leggi che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato», ha dichiarato il ministero della Sicurezza Nazionale sul suo sito web. Ci sono 40 “atti specifici” sul sito, tra cui potenziali comportamenti problematici, come ad esempio “stranieri”, “qualsiasi persona in Cina che ha condotto attività che mettono in pericolo la sicurezza dello Stato o è fortemente sospettato di farlo”. 

È significativo il fatto che ciò abbia fatto temere che qualsiasi interazione con i dissidenti possa essere considerata “un pericolo per la sicurezza dello Stato”. Infatti, mentre il sito non offre dettagli sui “premi”, l’Ufficio per la Sicurezza Nazionale della Città di Pechino intende pagare tra 10.000 e 500.000 yuan per le informazioni sulle spie, riportava il Beijing Daily nel 2017.

Come parte della campagna, il Ministero ha anche pubblicato un cartone animato, intitolato Un amico con la maschera, per celebrare la Giornata dell’educazione alla sicurezza nazionale il 15 aprile, riporta Afp. Il cortometraggio racconta la storia di uno straniero di un’organizzazione non governativa internazionale, o Ong, che sta promuovendo i diritti dei lavoratori “occidentali” nel paese.

Luigi Medici