CINA. Pechino apre la base a Gibuti

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Le navi che portano il personale militare cinese alla prima base oltremare della Cina a Gibuti sono partite dal porto di Zhanjiang, nella provincia del Guangdong, Cina meridionale, l’11 luglio 2017. La creazione della base di Gibuti per l’Esercito di liberazione popolare cinese è stata una decisione presa dai due paesi «dopo negoziati amichevoli e unisce l’interesse dei popoli», secondo un comunicato della marina cinese, ripreso da Xinhua.

La base garantirà le prestazioni delle missioni della Cina, come la scorta, il mantenimento della pace e l’aiuto umanitario in Africa e in Asia occidentale.

La base sarà anche usata per altre attività tra cui la cooperazione militare, le esercitazioni congiunte, l’evacuazione e la protezione dei cinesi d’oltremare e il salvataggio in caso di emergenza, nonché il mantenimento congiunto della sicurezza delle vie marittime strategiche internazionali. Xinhua non ha detto quanti uomini siano stati imbarcati né quante navi siano effettivamente salpate o quando la base avrebbe cominciato le operazioni.

La creazione della base è considerata come una mossa da parte della Cina per incrementare la sua presenza militare nella regione.

Il Global Times ha dichiarato che «lo scopo fondamentale dello sviluppo cinese della sua potenza militare è quello di proteggere la sicurezza della Cina e non controllare il mondo».

Il giornale cinese ha sottolineato che già gli Stati Uniti, il Giappone e la Francia hanno basi militari a Gibuti.

Gibuti, ricordiamolo, è un piccolo paese nel Corno d’Africa, favorito dalla sua posizione in quanto perché vicino alle rotte di navigazione navigazione; inoltre è anche considerato come un paese politicamente stabile in una regione altrimenti molto instabile.

Nel 2015, in un grande vertice con le nazioni africane, la Cina si impegnò a investire 60 miliardi di dollari nello sviluppo dell’Africa.

Oltre a diventare il principale partner commerciale del continente, Pechino ha anche profuso fondi e manodopera per progetti infrastrutturali, come le ferrovie che collegano i diversi paesi africani. Tra questi c’è il collegamento tra Gibuti e la capitale etiope Addis Abeba, nonché le ferrovie in Angola, Nigeria, Tanzania e Zambia.

In cambio, l’Africa fornisce alla Cina risorse naturali, minerali ed energia.

Tommaso dal Passo