Cina: passaporto a due velocità

29

STATI UNITI D’AMERICA – New York 13/07/2015. Le autorità cinesi hanno imposto un sistema a due velocità per il rilascio di passaporti che ha reso difficile viaggiare ai tibetani e ai membri di altre minoranze etniche.

La denuncia è stata fatta il 13 luglio da Human Rights Watch. Il sistema prevede che i residenti in aree con popolazioni tibetane o musulmane significative debbano fornire una maggiore documentazione di altri cittadini, e ha creato attese fino a cinque anni o al rifiuto definitivo del passaporto. Il governo ha intensificato i controlli sui gruppi di minoranze etniche che hanno protestato contro il dominio cinese, temendo l’instabilità nelle regioni di confine sensibili in cui vivono. Per Hrw, questo doppio binario dovrebbe servire a bloccare i viaggi religiosi di studio e di pellegrinaggio, o a partecipare a eventi esteri del Dalai Lama. I risultati di Hrw derivano, a detta dell’istituto, dall’analisi di documenti ufficiali, siti web, fonti di notizie, social media e interviste con i tibetani. Nella regione autonoma del Tibet, infatti, dal 2012, le autorità avevano imposto un blocco totale della concessione del passaporto. Dal 2012, le autorità del Tibet praticamente «non hanno emesso passaporti o rinnovato quelli vecchi, tranne per i businessman». La Cina ha, anche, un sistema di concessione “accelerata” del passaporto nelle zone a maggioranza Han, si legge nello studio. Lo studio di Hrw è stato pubblicato pochi giorni dopo che la Thailandia ha arrestato circa 100 persone appartenenti alla minoranza uigura, i musulmani di Cina, scatenando le critiche internazionali. La Thailandia ha respinto la richiesta cinese di far rimpatriare gli uiguri detenuti. La Cina ha innalzato l’allarme per il giuramento di fedeltà allo Stato Islamico fatto da mujaheddin provenienti dallo Xinjiang, dove vive la maggior parte degli uiguri.