Pescatori cinesi nelle Paracel

9

CINA – Pechino 08/03/2016. I pescatori cinesi che operano nel mar Cinese meridionale danno prova dei diritti e degli interessi marittimi del paese.

I pescatori sarebbero la punta rilancia delle rivendicazioni cinesi su quelle acque, venute alla ribalta grazie alla rinnovata presenza di Pechino in area, secondo la leadership locale del partito. Pechino sostiene che quasi tutto il mar Cinese meridionale, attraverso il quale passa il traffico commerciale dal valore di 5 trilioni di dollari ogni anno, sia di sua competenza scatenando le reazioni di Brunei, Malesia, Filippine, Taiwan e Vietnam.
Le autorità governative e di partito della provocai meridionale di Hainan stanno incoraggiando i pescatori a salpare verso le zone contese, e il governo li sovvenziona nel fare simili rotte anche se in acque lontane. Negli ultimi anni, i pescatori si sono cimentati più nella pesca in acque profonde nel sud-est asiatico alla ricerca di nuove zone di pesca stante al diminuzione della pescosità nelle acque vicine. Sia pescherecci privati che più grandi unità commerciali sono in prima linea nella sempre più assertiva presenza della Cina in questo territorio marittimo che vede come suo, riporta Channel News Asia. La Cina è impegnata in attività di bonifica nel gruppo di scogli e isolotti delle isole Paracelso, in cui sta costruendo infrastrutture e sta ristrutturandole contro l’erosione marina e altri disastri naturali. Oltre a infrastrutture fisiche, Pechino sta anche sviluppando infrastrutture per internet mobile su 15 delle sue isole e scogli.