CINA. Nuovo giro di vite sui social media: per un internet sano

83

L’ente di polizia per la sicurezza informatica cinese ha annunciato il 3 gennaio una nuova campagna mirata ai siti web e alle applicazioni web che diffondono su Internet quelle che definiscono “informazioni negative”.

I sei mesi di controlli intensificati sono iniziati ufficialmente questo mese, secondo un avviso pubblicato sul sito web dell’Amministrazione del Cyberspazio della Cina.

Durante questo periodo, tutti i siti web, le applicazioni per cellulari, i forum, le piattaforme di messaggistica istantanea e live-streaming saranno controllati per qualsiasi contenuto volgare e violento, così come le voci, le superstizioni e le informazioni che «alimentano l’odio, diffondono stili di vita malsani e la cultura pop», riporta Scmp.

L’avviso ha anche detto che l’autorità di regolamentazione di internet «perseguiterà chi è responsabile» e ha invitato gli operatori di siti web e piattaforme online a cooperare: «Effettueremo ispezioni vigorose e chiuderemo i siti web e gli account che non sono in linea con le leggi e i regolamenti (…) L’obiettivo è quello di arginare efficacemente il flusso di informazioni dannose e (…) incoraggiare un ambiente web sano». Questa nuova serie di controlli arriva appena due mesi dopo un importante giro di vite su Internet effettuato lo scorso anno, durante il quale sono stati chiusi circa 10.000 blog gestiti da privati e sono state multate importanti aziende tecnologiche come Tencent e Weibo. L’ultimo giro di vite ha avuto un impatto immediato: l’azienda Internet Sohu, che ha più di 100 milioni di utenti, ha dichiarato che il suo canale di notizie e le applicazioni per smartphone smetteranno di aggiornarsi per una settimana.

Inoltre, l’amministrazione municipale di Pechino ha dichiarato sul suo account ufficiale WeChat che dopo aver parlato con Baidu, l’azienda ha sospeso per una settimana diversi canali web – compresi quelli sulle notizie raccomandate, argomenti e barzellette femminili. 

Durante la repressione dello scorso anno, le società di internet si sono messe rapidamente in riga. Il popolare social network WeChat, ad esempio, ha rimosso più di 300.000 articoli e ha chiuso più di 200.000 account ritenuti violenti, pornografici o fuorvianti.

Antonio Albanese