CINA. Nuove regole per i robot

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di Anna Lotti CINA – Pechino 18/12/2016. La Cina pubblicherà una serie di norme per regolamentare l’industria robotizzata fiorente, alla vigilia di nuovi usi industriali dei robot in settori chiave.

Secondo China Daily, il ministero dell’Industria e dell’Information Technology sta lavorando per regolare assetti fuori standard quali le funzionalità di qualità del prodotto, ricerca e sviluppo, le qualifiche del personale, le pratiche di vendita e la responsabilità sociale, con lo scopo di aumentare la forza competitiva di base della produzione robotica industriale della Cina.

Sun ha detto che il ministero avvierà anche progetti pilota per i robot di servizio e per accelerare la definizione di norme supplementari per lo sviluppo del settore.

Entro il 2018 saranno elaborate circa 30 norme nazionali e si arriverà a 60 entro il 2020. La scorsa settimana la China Robot Industry Alliance ha pubblicato tre norme tecniche generali per robot di saldatura, robot fatti per riempire i contenitori, e cavi utilizzati sui robot; 14 standard aggiuntivi saranno pubblicati a breve.
Più di 64000 robot industriali, comprese marche cinesi e straniere, sono stati prodotti in Cina nei primi 11 mesi del 2016, rispetto a 32996 per l’intero 2015 e si prevede che la produzione di tutto il 2016 superi le 70000 unità. L’automazione deve poi fare i conti con l’aumento del costo del lavoro, e l’occupazione, sintomi di una società che invecchia. Secondo di dati 68000 robot industriali sono stati venduti in Cina nel 2015, mentre i marchi cinesi hanno visto le vendite totale di soli 22257 unità nel corso dell’anno, nei soli primi sei mesi del 2016, i marchi cinesi hanno registrato vendite pari a 19257 robot industriali. Appena oltre il 60 per cento dei robot industriali artigianali vengono utilizzati per il trasferimento, il carico e lo scarico di materiali. Le vendite di tali robot nel 2016 sono aumentate del 94,3 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; circa il 43 per cento dei robot industriali realizzati da aziende cinesi sono stati venduti nella Cina orientale, una delle zone più sviluppate del Paese, riporta il giornale.