CINA. Non ci sono cifre sicure sui terroristi ISIS uiguri

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Non c’è una cifra precisa del numero di uiguri che combattono con i militanti in Siria, secondo l’inviato speciale della Cina per la questione siriana che spera di tornare in Siria per ottenere un quadro più chiaro.

Secondo quanto riporta Reuters, la Cina è preoccupata che un certo numero di uiguri, etnia musulmana turcofona che vive nel Xinjiang, si siano recati in Siria e in Iraq per combattere per i gruppi militanti, dopo aver viaggiato illegalmente attraverso il sud-est asiatico e la Turchia. L’ambasciatore siriano in Cina ha detto alla Reuters l’anno scorso che fino a 5.000 uiguri starebbero combattendo in vari gruppi militanti in Siria.

Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità dell’uccisione di un ostaggio cinese nel 2015, sottolineando la preoccupazione della Cina per gli uiguri che, a suo dire, combattono in Medio Oriente e teme che possano tornare in Cina per compiere attacchi. Xie Xiaoyan ha detto che la Cina parla con tutti i paesi, compresa la Siria, di lotta contro il terrorismo: «Per quanto riguarda quanti terroristi uiguri ci sono, ho visto tutti i tipi di cifre. Alcuni dicono 1.000 o 2.000; 2.000 o 3.000; 4.000 o 5.000, e alcuni danno cifre ancora più alte», ha detto Xie, che è stato in Siria, Arabia Saudita e Israele a luglio. «Spero che la prossima volta avrò l’opportunità di andare a Idlib per dare un’occhiata», ha aggiunto, riferendosi all’ultima grande fascia di territorio ancora occupata dai ribelli siriani. Idlib è controllata da una serie di gruppi ribelli, con i jihadisti musulmani sunniti ritenuti la forza dominante.

La Cina ha accusato il Movimento islamico del Turkestan orientale, Etim, per molti degli attacchi perpetrati negli ultimi anni nel Xinjiang, anche se l’esistenza del gruppo è stata messa in discussione.

Xie ha citato un rapporto delle Nazioni Unite secondo cui ci sono 20.000 o 30.000 persone che combattono con gruppi terroristici in Siria e Iraq, dicendo: «Certamente in queste cifre ci sarà una concentrazione di terroristi dell’Etim. Questo è certo» ha aggiunto Xie.

I gruppi per i diritti e gli esuli uiguri affermano che molti di loro sono fuggiti in Turchia semplicemente per sfuggire alla repressione cinese in patria, accuse che Pechino nega.

Antonio Albanese