CINA. Nella riforma delle Forze Armate, l’esercito è perdente

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La Commissione Militare Centrale cinese ha deciso di riorganizzare la componente terrestre dell’Esercito di liberazione popolare. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Pechino ripreso da Xinhua.

Il ministero ha annunciato una riduzione dei Gruppi dell’esercito che passeranno dagli attuali 18 a 13. La decisione è un passo fondamentale per costruire un esercito di tipo nuovo forte e modernizzato ed è importante per spostare l’attenzione delle forze armate dalla quantità alla qualità e all’efficienza, ha detto la Difesa.

Anche le accademie militari e le istituzioni di ricerca saranno riformate; la loro riforma mira ad adattarsi al nuovo sistema di comando e alla struttura militare, oltre a fornire talenti e supporto teorico e tecnologico alla costruzione di una classe militare di primo livello.

Alla fine dello scorso anno la leadership cinese ha iniziato a fare ampie riforme all’Esercito della Liberazione Popolare, le più significative dopo l’istituzione delle forze armate. Gli sforzi di riforma della Cina sono stati progettati per rafforzare i propri sistemi militari in modo da avere la capacità di combattere efficacemente una guerra moderna. Pechino sta cercando di farlo incoraggiando la cooperazione tra l’esercito, la marina, l’aeronautica e altri rami militari, attuando riforme radicali legate alle organizzazioni militari, alle strategie e alle tattiche, riporta The Diplomat.

Le forze armate cinesi derivano dalle milizie che hanno combattuto la guerra di liberazione: una guerra civile rivoluzionaria. In altre parole, le forze armate cinesi sono state originariamente pensate come una forza di sicurezza interna e le sue caratteristiche militari sono più vicine a quelle di un esercito rispetto agli altri rami, come testimonia anche il loro nome: Esercito di Liberazione Popolare.

Nel riformare le forze armate del paese, Pechino ha abolito le sette regioni militari e ha recentemente attivato cinque comandi di teatro, ognuno dei quali ha un comando operativo congiunto capace di occuparsi del proprio comando e del controllo operativo nei rispettivi teatri.

La realizzazione di forze di combattimento più forti integrando il comando e il controllo dei diversi rami delle forze militari non è un’azione semplice. Le riforme militari cinesi sembra stiano dando minore importanza alla componente terrestre, l’esercito, con una posizione più debole rispetto alle forze navali e aeree che stanno guadagnando slancio nel processo di rafforzamento delle capacità operative congiunte.

Il controllo politico sulle forze armate è altra questione. Tutta la vecchia struttura è stata ripensata e posta sotto  la diretta dipendenza della Commissione Militare Centrale presieduta da Xi Jinping.

Luigi Medici