CINA. Medio Oriente e la Nuova Via della Seta

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La Belt and Road Iniziative, Bri, accusata di essere lo strumento di Pechino per comprarsi letteralmente i paesi dove passano i vari progetti attraverso la trappola del debito, starebbe comunque modificando il panorama economico e degli affari.

I flussi commerciali tra la Cina e i partner di Bri, riporta Asia Times, sono ancora destinati a crescere di 117 miliardi di dollari nel 2019, dopo i 158 miliardi di dollari stimati l’anno scorso. Le esportazioni cinesi verso i mercati legati ai Bri dovrebbero crescere di 56 miliardi di dollari nel 2019, dopo i 76 miliardi di dollari dello scorso anno. Ciò significa riqualificazione economica, internazionalizzazione dello yuan e riduzione degli squilibri interni cinesi, per Pechino.

I partner Bri hanno già ricevuto oltre 410 miliardi di dollari di investimenti cinesi nel periodo 2014-2018, tenendo sempre in considerazione che Bri è ancora, ufficialmente, solo in fase di pianificazione.

I paesi partner sono anche pronti a trarre profitto da oltre 61 miliardi di dollari di esportazioni aggiuntive verso la Cina nel 2019. L’espansione delle infrastrutture in tutta l’Asia si traduce in una riduzione dei costi di transazione e di trasporto. Non solo i paesi Asean, ma anche l’Asia sud-occidentale è in una posizione ideale per trarre vantaggio dall’espansione continua di Bri.

Una misura delle sfide della Nuova Via della Seta nel sud-ovest asiatico è offerta, ad esempio, dallo sviluppo dei progetti di connettività che coinvolgono Israele, come rivela lo studio Gold at the End of the Rainbow? BRI and the Middle East. 

Lo studio curato da Anoushiravan Ehteshami dell’Università di Durham sostiene che «è nelle regioni periferiche come l’Asia centrale e il Medio Oriente che il Bri sarà testato, così come la resilienza della Cina come potenza leader. Se la Cina sarà in grado di superare le barriere geopolitiche, culturali, istituzionali e socio-economiche di queste regioni asiatiche, allora avrà fatto qualche passo avanti verso la creazione della prima comunità internazionale asiatica, probabilmente una “società internazionale asiatica”». 

Anna Lotti