CINA. L’onda lunga del Coronavirus arriverebbe all’estate. Mosca chiude le frontiere con Pechino

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Hong Kong lancia l’allarme sulla diffusione del coronavirus di Wuhan: potrebbe infettare fino a 150mila persone al giorno in una delle più grandi aree metropolitane della Cina: Chongqing. 

A lanciare l’allarme, Gabriel Leung, professore della cattedra di medicina della salute pubblica all’Università di Hong Kong e direttore fondatore del Centro di collaborazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il controllo e l’epidemiologia delle malattie infettive, ripreso da Asia Times

Il tasso di infezione, secondo le sue ricerche, potrebbe raggiungere un livello senza precedenti entro aprile o maggio, il che potrebbe produrre conseguenze disastrose nella megalopoli tentacolare di oltre 30 milioni di persone.

A partire da sabato, circa 25630 persone sono state probabilmente infettate in Cina, quasi 10 volte il conteggio ufficiale confermato fermo a 2.700 casi. Leung ha aggiunto che il numero di persone infette potrebbe arrivare a 44.000 se la cifra comprende anche quelle il cui contagio era in fase di incubazione; l’epidemia continuerà a crescere fino a raggiungere il culmine in aprile e maggio, colpendo altre grandi aree metropolitane come Pechino, Shanghai, Shenzhen e Guangzhou.

I dati di Hong Kong ricevono una conferma dal Canada: «Nella migliore delle ipotesi, si avrebbe qualcosa… si passa dalla primavera all’estate, e poi si spegnerà», ha detto David Fisman, professore dell’Università di Toronto, autore di un’analisi del virus per la Società Internazionale per le Malattie Infettive. 

L’attuale strategia di “contenimento” del governo contro la malattia potrebbe non funzionare a lungo termine e potrebbero essere necessarie misure più forti, tra cui l’organizzazione di campagne di igiene pubblica su larga scala, la riduzione del flusso di persone tra le città e la sospensione dei corsi e delle attività pubbliche.

A partire dalle 15 del 28 gennaio, il dati ufficiali riportano il numero totale di casi confermati in Cina portandolo a 4.470 e il numero di morti ha raggiunto i 107, secondo la Commissione Sanitaria Nazionale. Più di 30.000 persone sono sotto osservazione medica. 

La Cina ha esortato i suoi cittadini a rimandare i viaggi all’estero, poiché il paese sta compiendo un enorme sforzo per contenere la malattia.

La raccomandazione di ritardare i viaggi non essenziali è stata emessa «per proteggere la salute e la sicurezza dei cinesi e degli stranieri», ha annunciato in un comunicato la National Immigration Administration: «Ridurre i movimenti transfrontalieri delle persone aiuta a prevenire e controllare le epidemie», ha aggiunto l’agenzia. Anche le vacanze del Capodanno lunare sono state prolungate di tre giorni, il che significa che la Cina potrebbe lentamente tornare a lavorare la prossima settimana.

Alcune aziende hanno detto ai dipendenti di lavorare da casa o di stare lontano, più di 2.000 treni ad alta velocità sono stati sospesi per giorni o settimane. Gli analisti di S&P hanno sottolineato che i consumi hanno contribuito per circa 3,5 punti percentuali al tasso di crescita della Cina lo scorso anno, e avvertono che anche un calo del 10% farebbe scendere il Pil di circa 1,2 punti percentuali. 

Tra i paesi che sigillano le frontiere con la Cina c’è anche la Russia. Tre regioni dell’Estremo Oriente russo hanno chiuso i loro confini con la Cina fino al 7 febbraio, per timore del coronavirus, riporta la Tass

A Mosca, le autorità hanno detto di aver messo in atto speciali misure di sicurezza negli alberghi e nei siti turistici, dato che il numero di morti per il virus influenzale è salito a 107 in Cina, con quasi 4.500 casi confermati.

La Russia non ha avuto alcun caso confermato del nuovo virus, ma ha voli giornalieri diretti verso diverse città cinesi e i funzionari hanno detto che l’anno scorso si aspettavano più di 2 milioni di turisti cinesi da visitare nel 2019.

Graziella Giangiulio