CINA. Lo SCO loda l’antiterrorismo di Pechino

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Il segretario Generale della Sco ha commentato le tattiche antiterrorismo di Pechino nella regione autonoma dello Xinjiang, affermando che il terrorismo non può essere definito da “nazionalità, aderenza geografica o religione”». Rashid Alimov, riporta Scmp, ha detto: «Non dividiamo i terroristi in termini di nazionalità, appartenenza geografica o religione. Perché il terrorismo non ha nulla di tutto ciò. Non importa ciò che i terroristi affermano di fare o lo scopo più alto che affermano di servire a giustificare il terrorismo. Perché l’obiettivo di ogni terrorista è uccidere. L’obiettivo numero uno è uccidere persone pacifiche».

Alimov, ex ministro degli Esteri del Tagikistan, uno degli otto paesi membri dello SCO, ha risposto alle critiche sulla detenzione sistematica e sull’educazione politica forzata che coinvolge fino a un milione di uiguri e altri musulmani in Cina. La Cina ha definito questi campi “centri di formazione professionale” per “educare e trasformare” persone influenzate dall’estremismo.

Lo Sco è stato istituito nel 2001 per combattere terrorismo, separatismo e estremismo; Pechino ha accusato queste “forze” della violenza nello Xinjiang, collegandole al nazionalismo etnico e all’Islam radicale che promuove il separatismo. Nello Xinjiang vivono più di 10 milioni di uiguri, una minoranza turca con legami culturali più forti con l’Asia centrale che con il resto della Cina, dominata dalla maggioranza etnica Han.

La stabilità dello Xinjiang è di interesse politico ed economico per la maggioranza dei paesi membri dello SCO che confinano con la regione. Tra questi figurano la Russia, il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan, il Pakistan, l’India e la Mongolia, paese osservatore.

Kazaki e kirghisi, o cittadini di questi paesi, sono stati arrestati o scomparsi nello Xinjiang e nel maggio di quest’anno il ministero degli Esteri del Kazakistan ha formalmente sollevato la questione durante un incontro bilaterale con la Cina, chiedendo «un esame obiettivo ed equo degli affari e il rilascio dei kazaki etnici detenuti in Cina che hanno doppia cittadinanza». Alimov ha detto che i contributi della Cina alla lotta contro il terrorismo internazionale sono “grandi e razionali” e che tutti i paesi membri hanno elogiato il lavoro della Cina durante la sua presidenza di turno che si è conclusa quest’anno.

Luigi Medici