Oppio telematico

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REPUBBLICA POPOLARE CINESE – Pechino 09/03/2014. Li Keqiang ha incoraggiato i cinesi a leggere.

Di fronte alla diffusione dei nuovi media, il numero dei lettori cinesi starebbe diminuendo. Era la prima volta che la “lettura” è stata menzionata in un rapporto di lavoro del governo.

La nomenklatura del partito ha suggerito una serie di misure per mettere più libri nelle mani delle persone ed assistere, nel contempo, il settore editoriale, incoraggiando l’innovazione nelle comunicazioni e la distribuzione di libri nelle piccole città e nelle zone rurali.

Xu Zhongliang, direttore della casa editrice Shanghai Yuandong, uno delle maggiori della Cina, ha detto che i libri sono ancora insostituibili nella nuova era dei media: «Guardatevi intorno in qualsiasi spazio pubblico e vedrete la gente a testa in giù su smartphone e iPad, in cerca di informazioni e conoscenze. Nel frattempo, si sono allontanati dalla carta stampata». Secondo i risultati dell’indagine del 2013 dell’Unione cinese della stampa, in media i cinesi hanno letto 6,74 libri tra stampati e elettronici nel 2012; i coreani 10 libri l’anno e 20 i russi. In rete, alcuni gruppi hanno confrontato la dipendenza daggli smartphone di oggi con la dipendenza dall’oppio di un secolo prima. I new media fanno, per gli esperti del Celeste impero, una informazione sintetica e facile da ottenere, ma hanno ridotto l’attenzione della gente, rendendo difficile concentrarsi sui libri.